lunedì 16 novembre 2020

In verticale (Tu, laureato)

A quest'ora le luci si sono spente tutte, tranne quella del tuo sorriso, così ampio, così limpido.
Da oggi sei dottore, la corona di alloro da portare qualche ora, il diploma da appendere al muro, una laurea per la vita, mille ricordi d'università che ti faranno compagnia, in futuro.
Ciò che dovevo dirti di più sincero te l'ho scritto, soltanto per te, consapevole che il meglio di quanto provo non hai bisogno di leggerlo, lo conosci nel cuore, per quel legame insondabile che unisce padre e figlio.
Qui aggiungo un appunto per tutti coloro che pensano di non potercela fare, che si arrendono agli inciampi, che si lasciano tarpare le ali dalle difficoltà e dalle persone ottuse o meschine incontrate lungo il cammino, comprese coloro che dovrebbero essere d'aiuto e invece si dimostrano l'esatto contrario, una zappa sui piedi, pietra attaccata al collo.
Sei nato e cresciuto in una famiglia che ha creduto in te, ma niente ti è stato regalato.
Sei arrivato in cima agli studi con l'ardire e la cocciutaggine degli scalatori in verticale, quelli che hanno una meta nel cuore e proseguono un appiglio via l'altro, senza timore di stare per un istante sospesi nel vuoto pur di aggrapparsi a uno spuntone di roccia o a un solco nella parete e salire oltre il bordo del dirupo.
In passato quello odierno sarebbe stato il traguardo, oggi è una tappa - una pietra miliare - di un cammino di formazione infinito.
Per questo sono orgoglioso di te e felice al tempo stesso. Non tanto per il "pezzo di carta" ottenuto, bensì poiché hai dimostrato in questi anni di essere curioso, capace, intelligente, perseverante. Un uomo, insomma. E non soltanto uno studente modello.

P.S. Ho scelto la foto con tua madre, poiché nessuno più di lei è contenta per questo tuo risultato, nessuno più di lei conosce la resistenza e l'ostinazione di volare alto anche quando la sensazione è di schiantarsi al suolo. Che il suo esempio ti sia sempre utile, nei giorni in cui c'è luce, come oggi, ma soprattutto quando diventa buio.

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