sabato 17 aprile 2010

Il sabato del villaggio


Le nuvole si aprono, dalla finestra si scorge il sole, in questo sabato che di sereno non ha soltanto il cielo. Prendo le cose con calma, senza affanno, e stamattina ho persino fatto colazione, io che non la faccio mai e che al massimo mi bevo in quattro e quattr'otto una spremuta. Oggi invece latte e Tarallucci del Mulino Bianco. A occhio e croce, non capitava da tre decenni. Fino ai vent'anni, ogni santa sera, niente minestra, né pasta, né tanto meno pastina, bensì una scodella di latte e mezzo pacchetto di biscotti. Smisi di colpo, quando mi accorsi che la bilancia segnava ottantasette chili, pur se non avevo un filo di pancia. Ero nel pieno della salute, ma temevo di diventare una mongolfiera. Da allora ho bandito latte e biscotti, se non un paio di volte all'anno, la sera. Di mattina mai, tranne oggi, che sono sceso dal letto con il piede giusto e voglia di far colazione in cucina. Un gran bel sabato, dicevo, a cui seguirà una domenica senza impegni, perciò già di per sé gradita. Il libro che sto leggendo non è un best seller: rifiutato da molti editori, è stato stampato in propro ed è circolato per diverso tempo passando di mno in mano, con il passaparola, finché una casa editrice, la Sironi, se n'è accorta e lo ha dato alle stampe e, soprattutto, messo in distribuzione. S'intitola "La messa dell'uomo disarmato" ed è un romanzo scritto da Luisito Bianchi, un sacerdote di Cremona, con il talento per le storie dense e la bella penna. La sua è una prosa che ricorda un poco Erri De Luca, ma con la differenza che c'è tra una pianta di gelsomino e un glicine: lineare e sempreverde il primo, rami robusti e ritorti il secondo. Ne metto una nota qui, perché magari qualcuno lo prende in simpatia e, incuriosito, potrà leggerlo e dire poi la sua.

Sempre stamattina, ho avuto la riprova che i blog, i social network, gli strumenti di relazione virtuale non sono fine a se stessi, ma tessono fili utili nella vita reale, così come in passato è stato per la corrispondenza postale. Fuori dalla scuola, mentre attendevo l'uscita dei bambini, ho infatti incontrato Andrea, che non mi è affatto estraneo, dal momento in cui sono messo a parte d'un pezzetto della sua vita, attraverso il suo blog e viceversa. Il saluto, che fino a qualche mese si sarebbe limitato a un incrociarsi di sguardi e a un sorriso a mezza via, oggi è stato un trovarsi davvero tra amici, che condividono i reciproci percorsi e non hanno bisogno di neppure un istante per creare confidenza. Ecco perché, nonostante il temporale del pomeriggio, il sole non se n'è mai andato da questo sabato di momenti sereni e buona compagnia.
Foto by Leonora

2 commenti:

andre ha detto...

sottoscrivo in pieno quanto ci riguarda, lo condivido nel senso della profondità, come sempre non avrei potuto dirlo in modo milgiore! alla prossima

Pimpa ha detto...

Non fai mai colazione, mangi panini al polistirolo ... ma, Giorgio! Tua mamma non ti ha dato le regole alimentari? Tua moglie non ti corregge queste cattive abitudini? Perchè non ti leggi anche qualche buon libro su come mangiare sano e vivere meglio?
La colazione per me è SACRA: poco latte tanto caffè miele pane marmellata a volte burro ... Apparecchio la tavola alla sera, per avere più tempo da stare a tavola. Il massimo di questo bel momento? All'hotel "la siesta", a Falera, nei Grigioni, un frustuck (c'è anche qualche acca, da qualche parte) che è una festa di colori, sapori, gusto, da non perdere, se capiti da quelle parti.