giovedì 29 gennaio 2015

Immaginazione (Il mare calmo dei pensieri fuggenti)

Foto by Leonora
Stamattina mi sono svegliato pensando a quanto poco do respiro alle mie capacità di immaginazione. Pur se credo di avere il dono di notare percorsi là dove altri gli ignorano, di creare ponti mentali, di unire puntini chiari al sottoscritto e che una volta divenute linee appaiono come disegni, figure nitide, distinte anche per chi mi sta accanto.
Queste però sono abilità da tecnico, mentre l'immaginazione è altro, è sprazzo di genio, talento d'artista: non soltanto vedere i puntini ma segnarli proprio, sollevarsi da sé senza bisogno di leve, avendo come unico appiglio l'orizzonte, il cielo.
Ci sono esseri umani che immaginando un mondo l'hanno creato, uomini e donne che ignorando la barriera dell'impossibile l'hanno superata.
Gli scrittori di fantascienza. Verne, Asimov... Ma anche gli sceneggiatori di Star Trek, una delle maggiori fucine di invenzioni (ogni volta che chiamo in causa Siri sul telefonino o sul tablet e attendo le sue traballanti risposte non posso fare a meno di andare con la mente a colui che il riconoscimento vocale l'ha pensato per primo). Gli inventori. Leonardo, con le sue macchine volanti. I grandi filosofi. Platone, Hegel.
Teste ispirate, che non coglievano soltanto l'intuizione: la coltivavano.
Lo scrivo qui per Barbara, che fa la maestra e conta trentanove alunni di sette anni, menti da aprire, come suggeriva Eistein, un altro cultore dell'immaginazione. E lo scrivo altresì per me, genitore esigente del fare (fai i compiti, fai bene a scuola, fai musica, fai ginnastica, fai calcio, fai catechismo, fai danza) e distratto se non ostile verso quei momenti in cui corpo e mente sembrano in stallo. Scordo facilmente che le scintille scoccano proprio lì, nel mare calmo dei pensieri fuggenti.
P.S. Per chi è curioso metto qui un articolo di Wired, con dieci retroscena gustosi su altrettante invenzioni.

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