Lo conoscono coloro che sotto pelle lo sentono scorrere, quel bene ch'è una frequenza d’onda e somiglia alla carità che descrive san Paolo: "Paziente, benigna, non invidiosa, non superba, che tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta".
Il bene autentico, al pari dell'amicizia, non è una contabilità in pari tra dare ed avere, bensì fideiussione senza limiti di spesa.
Voler bene è “guardare veramente” l’altro, farlo sentire “visto”, qualificando le persone che siamo, distinguendoci e unendo allo stesso tempo.
Il resto possono essere alti e bassi, corrispondenze fitte o rade, ma nella sintonia di bene persino il silenzio parla, non somigliando a un vuoto, bensì a una soglia priva di chiavistello, sempre aperta.
P.S. Quando mi ascolti ti vorrei abbracciare, superare il pudore che ci distanzia, abbattere la barriera delle convenzioni ed entrare in contatto con la tua essenza più intima, sentirti nuda di fronte a me, come spoglio di resistenze, cenci, scrupoli vorrei essere io, non badando alla mia faccia, a quell'uomo che sono diventato e che a volte stento a riconoscere, riflesso nel vetro o allo specchio, l'immagine di un estraneo che mi somiglia vagamente ma estraneo al ragazzo che ero e che mi sento tuttora, quando la luce si spegne e il buio mi ammanta, perso in pensieri che spiccano il volo e balzano senza muri di sponda, cullati abbastanza da ricreare un mondo che altri definirebbero di fantasia, mentre per me è più reale del vero. E prezioso, libero, perché nessuno può riuscire a portarmelo via.

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