mercoledì 23 luglio 2008

Lavori in corso


Dopo la pioggia viene sempre il sereno. L'ho scritto anche come frase di benvenuto, quando accendo il telefono (poi non lo spengo mai, ma è un altro discorso) e in questi giorni sta accadendo davvero: un cielo limpido, un sole splendido, neppure troppo caldo. E' l'estate che preferisco. Non è comunque del meteo (della meteo, direbbero in Svizzera) che voglio parlare, bensì della libertà di stampa. Non l'ho detto il primo giorno che lavoravo a "La Provincia", non l'ho detto il secondo e nemmeno il terzo. Ora però, cinquanta giorni dopo, posso tranquillamente scriverlo: la libertà nei giornali esiste. Nel mio, almeno. Certo, la usiamo con discrezione, poiché libertà non equivale a scrivere quello che frulla per la testa, bensì ricordando che ogni parola messa nero su bianco è destinata a un pubblico, ai propri lettori. Però nessuno mi ha mai detto: "No, questa notizia non la scriviamo" o, peggio, "Guarda che hai scritto questo e invece va scritto quest'altro".
Cosa c'è di nuovo, dirà qualcuno. Per me, tutto.
P.S. A breve, nel mese di settembre, a Como uscirà un terzo quotidiano, "L'Ordine". Un nome a cui sono affezionato: quando ero in quarta elementare mi portarono in visita guidata alle rotative di Grandate, che allora erano un gran esempio di modernità. A dimostrazione che un giornale lo fanno le persone e non le macchine, quel quotidiano fallì pochi mesi dopo. Ora Sandro Sallusti ha rilevato la testata e intende rilanciarlo, puntando su un foglio di pregio, capace di fare appieno ciò per cui i giornali in fondo nacquero: dare un'idea, oltre che una notizia.
Con Sallusti, se risolverà i nodi che ancora lo vincolano, potrebbe esserci Mauro Migliavada, il giornalista "d'inchiesta" che più stimo e con cui ho avuto il piacere di lavorare per otto anni fianco a fianco. Se così fosse sarà ogni giorno un bel duello, perché sanno fare il loro mestiere e non ci saranno alibi, per nessuno. A me, convinto come sono che un "più" d'informazione è sintomo per una città di buona salute, non resta che aggiunger per loro sette parole: in bocca al lupo e buon lavoro.

Foto by Lyonora

11 commenti:

Marco Migliavada ha detto...

'Cosa c'è di nuovo? Per me tutto!'.
Solo questa frase meriterebbe un libro di spiegazione.

Luisa L.G. ha detto...

Devo dire la verità.
Non ho mai dato l'attenzione che merita ai media locali, un pò per partito preso e per formazione, un pò per esperienze professionali negative, un pò perchè assecondare i luoghi comuni costa molta meno fatica e non rischia di incrinare le poche certezze che uno crede di possedere.
Per fortuna gli anni che passano mi hanno molto cambiata e qualcosa ho imparato.
Il privilegio, infine, di avere incontrato sulla mia strada professionale ed umana alcuni di voi ha fatto il resto.
Sono felice di sentirti così propositivo ed energetico.
Quante cose sono cambiate da un anno a questa parte..... è una bella sensazione quella che provo in questo momento.
Che il lupo crepi, ma davvero però.

Anonimo ha detto...

Ma cosa dovrebbe succedere a Como per giustificare tre (dico TRE...) quotidiani ???

Giorgio ha detto...

@ Anonimo: non è quello che dovrebbe succedere a Como per giustificare tre (dico tre!!!) quotidiani, ma proprio ciò che non succede: per dare la sveglia a questa città assopita, di quotidiani non ce ne saranno mai abbastanza...

Il MIGLIA ha detto...

Giorgio, grazie per il pubblico attestato di stima. So che non è mai retorica la tua.
Per il resto, non posso che accodarmi a te nell'esprimere un augurio all'Ordine.

Luciana Bianchi Cavalleri ha detto...

Una testata in più, arricchirà sicuramente il territorio comasco.

Questa è una novità che per me ha però il gusto dei ricordi: da ragazzina, ho abitato diversi anni proprio sopra la redazione di Via Diaz ed il rumore delle Olivetti e delle rotative mi accompagnava nel sonno.
L'anno della mia maturità (1976), la prima prova scritta fu rinviata perchè in una scuola privata erano stati aperte le buste dei temi anticipatamente. Per avere la conferma e maggiori notizie, pensai di scendere al giornale. Passai parecchio tempo in compagnia del caporedattore incredulo quanto me, davanti all'enorme telescrivente (che tempi!): pareva battesse tutte le informazioni ANSA tranne quella che noi attendevamo...
Ricordo anche di aver accompagnato in redazione qualche annetto dopo un'emozionatissima amica "che voleva diventare giornalista" (e le riuscì, ora lavora per un quotidiano nazionale).

Cambiano i tempi, cambiano le tecniche e cambiano le redazioni, però è simpatico pensare che un nome di testata storico, ora riprenda vita...

Luciana - comoinpoesia.com
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pmor ha detto...

son già passati cinquanta giorni??? cavolina... @anonimo (una firmettina non ci stai poi tanto male...ma son sicuro che si tratta solo di dimenticanza): mi viene sempre più da pensare che i quotidiani siano spesso vissuti passivamente dai lettori... e invece dovrebbe andare in modo diverso. cosa succede a Como per giustificare tre giornali? una rivoluzione!! la città ha iniziato a pensare e a scambiarsi idee e opinioni... e dici poco?

Anonimo ha detto...

@pmor: pare a me che tu non abbia capito la mia domanda.

@giorgio: il problema non è che non ci saranno mai abbastanza quotidiani, il problema è se ci saranno abbastanza lettori (compratori) per giustificare l'esistenza di tre quotidiani...

Giorgio ha detto...

@anonimo: duemila copie. E' il numero per raggiungere la sopravvivenza dell'Ordine. Secondo me ci sono, anche se sarà difficilissimo intercettarli. Se è un buon quotidiano, e vale anche per gli altri, dove lavoro io compreso, credo che i lettori si trovino. Altrimenti anche 50 copie sono un problema...

pmor ha detto...

@anonimo: chiedo venia...avevo inteso che secondo te non era giustificato un terzo giornale e invece intendevi dire che Como rischiava di non aver alcun mercato per un terzo giornale...condivido i tuoi timori, ma sono un inguaribile ottimista e penso che Ordine, Provincia e Corriere di Como ce la possano fare a convivere e far circolare notizie e idee

Anonimo ha detto...

Se nel giornale ci mettono anche i necrologi magari ci riescono a vendere duemila copie.

Ma in quel campo mi sa che è dura vincere la concorrenza della Provincia...