martedì 18 agosto 2009

Povero Silvio


L'ho visto in tv, al trofeo che porta il suo cognome. Gli stanno cadendo anche i secondi capelli e m'é sembrato invecchiato. Povero Silvio, direbbe Cornacchione. Un prezzo alla politica lo sta pagando sul serio: intercettazioni, rivelazioni, pettegolezzi da trivio. La vita gli presenta il conto ed è costretto a pagare in una moneta che forse - per superficialità o supponenza - non aveva previsto. Non giudico Berlusconi, non ne faccio un caso morale: so quanti sbagli commetto io, so essere tollerante nei confronti dell'altro, sia santo o demonio. Penso piuttosto ai suoi figli, penso se fosse mio padre: credo che al sangue del proprio sangue si possa perdonare tutto, ma una volta venuti a conoscenza di un privato umiliante e piccolo piccolo non si possa fare finta di nulla e che alla stima subentri un velo di compatimento. Forse per questo non gli tiene più il lifting, che pure fa miracoli, unito alle moderne terapie e al trucco. Ne parlavo l'altro giorno con il mio collega Francesco. "Pensa a Nenni - mi diceva - che all'inizio degli Sessanta avrà avuto più o meno l'età di Berlusconi adesso. Eppure quello pareva un matusalemme, un patriarca biblico, un trisnonno, mentre questo è sempre uguale a sé stesso. Migliora anzi, è il vero ritratto di Dorian Gray". Oggi però non l'ho visto bene, m'è sembrato stanco (ed è scontata, perciò superflua, qualsiasi ironia sulle performance - diciamo così - relazionali che impone a sé stesso). Certo, non lo vedremo con il basco, mentre gioca a bocce in compagnia degli amici del circolo, però l'inesorabile scorrere del tempo comincia a far scorgere qualche cedimento. E non c'è nulla di più faticoso che comportarsi da giovane quand'è giunta l'età in cui si pagherebbe oro per avere una copertina sulle gambe e un brodino.
Foto by Leonora

4 commenti:

Fabrizio Proietto ha detto...

Hai ragione Giorgio, penso che se potesse Silvio sarebbe il primo a lasciare la politica, il suo e anche il nostro problema è che non può, per vari motivi che certamente conosci e che non riguardano il senso civico o la devozione nei confronti della patria e meno che meno la politica come professione.
Pensando hai suoi figli hai ragione, il sangue del tuo sangue può perdonare quasi tutto, quasi, la mamma forse perdona proprio tutto, ma i figli alcune cose credo e spero non possono tollerarle e non parlo di veline, escort, feste o voli di stato, ma di una cosa che fa vergognare ed arrabbiare molti Italiani, la Mafia e le stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano), stragi di cui ancora oggi si cercano i «mandanti a volto coperto»
Le indagini preliminari sull'eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell'Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni nel 1998 (Firenze) e nel 2002 (Caltanissetta), ma i dubbi restarono ai tempi, dubbi che ora, con la scoperta delle missive a casa Ciancimino e con la riapertura delle indagini sugli attentati diventano più insistenti, e dolorosi, non solo per le vittime o per le famiglie delle vittime, ma per tutti quegli Italiani onesti, molti, che con mafia e stragi non vogliono aver niente a che fare.
Il nostro presidente del consiglio non ha subito nessuna condanna per questi reati, e fortunatamente in Italia nessuno è colpevole fino a prova contraria, ma ricordando le parole di Paolo Borsellino in una lezione su mafia e politica, non si può non porsi delle domande e ancor più riflettere oltre che pensare.
Concludo il mio pensiero-riflessione proprio con le parole del grande Magistrato ed eroe Italiano, vittima della mafia e forse dello stato.
«L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati.»
(Paolo Borsellino, Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa 26/01/1989)

Marco Migliavada ha detto...

... e povero Augusto!....

Marco Migliavada ha detto...

... e povero anche il cavallo...
http://www.youtube.com/watch?v=6P1HrrsQapo

Wilma ha detto...

Un post serio che mi ha fatto ridere...Forse perchè il personaggio in questione è tanto ridicolo da risultare imbarazzante?