sabato 13 novembre 2010

Scuola o biblioteca (sindaco incluso)


Voglio bene a Lurate Caccivio: è in quel dedalo di strade, a mezza via tra pianura e collina, che ho radici, casa e famiglia. In questi giorni c'è un dibattito acceso in paese e venerdì è in programma un consiglio comunale aperto alla cittadinanza. Alcuni vorrebbero che le vecchie scuole di Lurate, abbandonate da anni e ora ristrutturate, ospitassero la nuova biblioteca, altri preferirebbero far tornare almeno alcune classi delle elementari. Lo dico subito: sono di parte, essendo stato tra i primi - se non il primo - ad aver chiesto ormai tanti anni fa di metter lì una biblioteca. Credevo e credo tuttora nell'importanza di piantare nel centro di Lurate un seme di cultura. Se dovessi scegliere da solo non avrei dubbi, ma in questo caso si tratta di decidere insieme e sono grato al sindaco Palamara, convinto assertore delle scuole, di aver accettato il confronto, di non aver chiuso le porte. Gli fa onore. Così come è giusto riconoscere alla precedente amministrazione Botta l'aver messo mano all'edificio con un progetto polivalente, che non lega le mani in alcun modo.
Ai miei concittadini, su questo tema, vorrei dire una cosa semplice: mettiamoci in un atteggiamento positivo. Anch'io mi dolgo delle cose che mancano e noto con dispiacere ciò che altri comuni vicini hanno fatto negli anni passati, senza che noi riuscissimo a stare al passo. Questa volta è diverso. Discutiamo non di villette a schiera o rifiuti, bensì se sia meglio una scuola o una biblioteca. Non è forse già questo straordinario? Mille e più persone si sono mobilitate non per un tornaconto personale, ma perché vorrebbero a Lurate un centro civico, delle aule dove trovarsi, degli spazi dove i loro figli possano socializzare, passare i pomeriggi, le serate, in mezzo a montagne di libri. Di contro, l'attuale maggioranza non è scettica perché lì vorrebbe una colata di cemento, ma perché preferirebbe mettere una scuola, richiamandosi alle tradizioni. Non è straordinario anche questo? Sono profondamente convinto che comprendere le ragioni degli altri sia il primo passo per una buona scelta. Ecco perché, senza potere alcuno ma affidandomi al buon senso dei tanti che conosco e che stimo, esprimo qui un desiderio: che venerdì si partecipi più per ascoltare che per convincere. Poi una decisione andrà presa, toccherà al primo cittadino assumersi la responsabilità, ma se saprà mettersi sopra le parti, se ricorderà di essere il sindaco di tutti, se starà a sentire la sua gente - tutta la sua gente - credo che qualsiasi cosa scelga, non sbaglierà.


Ci credevo, lo avevo anche scritto sul giornale. Invece sbaglierà lui, mi sbagliavo io. Ieri sera il sindaco di Lurate Caccivio non ha ascoltato la sua gente: è entrato con la propria idea e con la propria idea è uscito. Che delusione. Avrei voluto dirglielo, parlargli col cuore, ma ho capito subito che non si sarebbe mosso di una virgola. Così me ne sono stato zitto, io che pur non appartengo alla schiera di chi lo crocifigge, che ho nostalgia come molti delle scuole in centro, che considero errori quelli commessi quando non è stata realizzata una scuola a Lurate. Però un centro civico ora vale assai di più, può render vivo il centro storico per tutto il giorno, sere comprese, oltre che a diventare quel "seme di cultura" a cui accennavo prima. Non lo dico per me, bensì per i miei figli, che meritano un posto migliore. La proposta che volevo fare e che mi sono tenuto dentro, come un groppo in gola, è questa: facciamo decidere a loro. Promuoviamo una consultazione di ragazzi e giovani dai dodici ai trent'anni, lasciamo che si assumono la responsabilità di una scelta. Dopotutto siamo al loro servizio: non abbiamo avuto la fortuna di abitare questa terra per farne ciò che vogliamo, bensì per lasciarla in eredità. Questo si chiama bene comune e chi non lo capisce può fare il sindaco cinque anni, ma non lascerà altra impronta che un cattivo ricordo di sé.

P.S. So di essere un pirla, un illuso impenitente, ma io confido ancora che cambi idea. Ha fatto così fatica per diventare sindaco, non può sciupare tutto comportandosi così...

Foto by Leonora

7 commenti:

andre ha detto...

Di contro, l'attuale maggioranza non è scettica perché lì vorrebbe una colata di cemento, ma perché preferirebbe mettere una scuola, richiamandosi alle tradizioni....temo che sia proprio qui l'errore: non si tratta di tradizioni bensì di bacini elettorali, per continuare a gestire, bene o male, un potere che ti è affidato per il bene comune. Il resto si commenta da sè...

Silvia ha detto...

Sarebbe stata un'ottima proposta....che amarezza ieri sera!

Anonimo ha detto...

La banda del sud ha colpito ancora...

Giorgio ha detto...

Non credo sia questione di sud o nord, bensì di buon senso. A Lurate Caccivio manca un centro civico (biblioteca, ma anche un salone pubblico) ed è una vergogna. Il sindaco Palamara vuole passare alla storia, ma se si intestardisce riuscirà solo a far tornare indietro un paese che avanti non è andato mai. Dalla nostra non abbiamo che una possibilità: parlare con il cuore, come hanno fatto l'altra sera Silvia, Maria Grazia, Rita... Qui non è una questione politica, bensì civile. E ripeto, non posso credere che sia proprio chi si è sempre proclatato paladino di Lurate a lasciarsi sfuggire l'occasione di dare vita al centro paese, rimettendo il paese al centro...

Valentina N. ha detto...

cavoli! sarebbe davvero stata una bella idea quella di lasciar decidere i regazzi... però pericolosa, non tutti pensano con la propra testa..

mario ha detto...

All'amico e illuso impenitente Giorgio. I giovani, perchè no? Ridaremmo loro quella dignità e responsabilità che la nostra società troppe volte gli nega. Crescere significa anche farsi cittadino responsabile! Un applauso a scena aperta alle tante donne coraggiose e determinate che, con tanta responsabile leggerezza e buon senso, hanno portato avanti con civismo un'idea forte che fa onore a tutti noi.
Diamo a loro e ai giovani una mano.

Serena ha detto...

Ciao Giorgio,

credo di averti visto l'ultima volta proprio in un consiglio comunale, di circa 16 anni fa. I problemi che si discutevano allora erano altri, ma le soluzioni sono rimaste sempre uguali.

Non sono più a Lurate da tanto tempo, ma ogni volta che torno, imboccando la strada che dal Comune porta alla provinciale, per poi salire verso la "mia" Castello, mi prende un nodo alla gola, proprio come a te. Non è cambiato quasi nulla in tanti anni. A parte il colore delle scuole e un altro parcheggio, tutto è rimasto quasi immobile.

Allora grida Giorgio! Fai la tua proposta! Che votino i ragazzi. Tu che hai il "potere" dell'informazione usalo, magari per aprire un link e raccogliere firme da mandare al sindaco. Ti aiuteremo tutti a pubblicizzarlo.

Se hai scritto nel blog è perché alla fine non sei riuscito a tenerti il groppo in gola. Mezzo lavoro è fatto...per il resto conta con tanti Luratesi (vicini e lontani).