lunedì 12 agosto 2013

Il vecchio sogno

Foto by Leonora
Una casa di legno, un bracco tedesco, pareti zeppe di libri, un vasto prato, un albero di fico, l'orto, un angolo del giardino dove piantare l'erba salvia, la menta, il timo, il rosmarino, un pergolato di uva americana, un tavolo all'aperto, il sole che entra da un enorme vetrata, al tramonto, le rughe sul viso, le mani con la pelle avvizzita e le dita che come ora scelgono lettere, scrivono.
La mia vecchiaia la immagino così e immaginandola un po' già la vivo, sapendo che manca molto, ma meno di quanto poi sembrerà il giorno in cui vi giungerò, avendo corso tanto, sovente in apnea, rincorrendo obiettivi che oggi paiono vitali mentre nulla c'entrano con l'essenziale, con ciò che conta davvero per un essere umano.
So che non rimpiangerò gli anni passati, avendoli vissuti appieno, che apprezzerò il silenzio, che continuerò a fare quello che mi piace e che occorrerà uno sforzo di cui forse non sono capace per segnare il confine e per uscire di scena, per produrre uno scostamento tra ciò che sono sempre stato, che sono tuttora, e ciò che dovrò diventare, se il cielo me lo consentirà: un uomo al crepuscolo (sperando di conservare di quell'ora i colori stupendi, il senso di pienezza del giorno, la temperatura migliore rispetto alle ore che seguono o lo precedono). Adesso come adesso non credo di esserne capace, tuttavia ritengo sia possibile - quasi certo - che quando verrà il momento la biologia riuscirà a scalfire l'ostinazione, a farmi capire che l'ultima campana è suonata e che potrà durare poco o a lungo, in ogni caso non ne seguirà un'altra, almeno in questo mondo.
Chi volesse farmi compagnia, quando giungerà quel giorno, sarà benedetto. Non si accettano tuttavia prenotazioni: quando verrà il momento basterà presentarsi all'uscio e suonare la campanella all'ingresso, sapendo che non mancheranno cortesia ed accoglienza, oltre che una bottiglia di vino rosso, in cantina, o di bianco, in frigorifero.

2 commenti:

maria c. ha detto...

non ho una casa di legno ma di solida muratura ombreggiata da un maestoso platano piantato quando costruimmo questa casa...per tutto il resto del tuo sogno è come te lo immagini ed è stato sereno e naturale arrivarci. siamo anziani,placidi..con sprazzi di baraonda di figli,nipoti e amici che vanno e vengono..bella vita,belle cose che tentiamo di far durare a lungo.ciao Giorgio e sii sereno.

Natale Carelli ha detto...

Da una parte ti invidio dall'altra non so se riuscirei a "fermarmi" a meno che lo voglia il buon Dio. Da quando mi sono ritirato dal lavoro (per non dire in pensione) non ho più tempo libero!! tra i turni in C.R.I. a Como tra la Parrocchia e altro ancora forse stavo meglio quando lavoravo! comunque se passo di lì stai tranquillo che vengo a suonare alla porta! Ciao