Nomi curiosi, storie antiche, vicende sempre attuali, perché in ciascuno di noi è presente un dono, un talento, e di riflesso, come per contrappeso, una maledizione.
Penso a coloro che valgono molto, che sanno distinguersi agli occhi degli altri, ma ai propri si vedono sempre mancanti. Oppure a chi ha chiarezza di visione e pigrizia di gambe: potrebbe andare lontano, fatica persino a partire. O ancora a chi ha ricevuto tanto e coltivato un sogno e d’un tratto lo vede sparire.
Ognuno può rifletter sul caso che crede. Se guardo a me stesso, a volte mi pare di essere nella vita come ero sul campo da basket: solerte nell'impegno, prodigo di sforzi, capace pure di raggiungere risultati, ma mai pienamente consapevole di quanto stessi facendo in tempo reale, come se arrancassi, fossi immerso nell'acqua fin sotto il naso e stentassi ad avere contezza e lucidità per esprimermi al meglio, per prendere di volta in volta la decisione migliore. Una limpidezza che ritrovavo pochi istanti dopo, quando ormai però ero sotto la doccia, negli spogliatoi, o nel letto, rimuginandoci sopra, riuscendo con difficoltà ad addormentarmi.
Probabilmente, nel ricordare quei momenti, sono troppo severo con me stesso ed è codesto altresì un dono e insieme una maledizione. Non cedere alla facile indulgenza, pretendere parecchio da sé, è infatti la molla che spinge in alto, la batteria che non permette mai cali di tensione. Nel contempo però ciò comporta una sensazione di insaziabilità, un continuo mettersi in discussione, un'inquietudine che raramente conosce pace. E il fibrillar m'è assai aspro in questo mare.
P.S. In realtà l’indulgenza è pratica che adotto abbondantemente, a cominciare proprio da me stesso, considerando l’eccesso di severità assai dannoso e preferendo adottare ciò che i greci (sempre loro) chiamavano “ataraxia”, lo sforzo di comprendere ciò che merita veramente attenzione ed energia. Se è qualcosa di cui posso avere il controllo o che posso influenzare, cerco di farlo; se è qualcosa di cui non ho il controllo (il comportamento delle altre persone, la fortuna, il passato, il futuro) cerco di inquadrarlo nitidamente e… lasciarlo andare.

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