mercoledì 11 febbraio 2009

Sette premesse


Ci sono temi su cui non sono preparato e che preferisco non affrontare. La vicenda di Eluana Englaro è uno di questi. Tuttavia vorrei elencare qua (semplicemente elencare) quattro o cinque cose che costituiscono non tanto la conclusione di un giudizio, bensì la sua premessa.

Primo: la Chiesa non parla tanto per parlare

Secondo: le ragioni della Chiesa sono assai più complesse di quanto solitamente venga riportato sinteticamente

Terzo: i politici quasi sempre parlano tanto per parlare

Quarto: speculare (vedi cos'è accaduto in parlamento e, più in generale, in tutte le trasmissioni televisive) su una vicenda etica così complessa è vergognoso

Quinto: la questione è etica (perciò con possibilità di opinioni trasversali agli schieramenti) e non politica

Sesto: prima di esprimere un giudizio, bisognerebbe domandarsi: "E se Eluana fosse mia figlia, mia madre, mia sorella"?

Settimo: nessuno poteva volere il bene di sua figlia più di Giuseppe Englaro

Ecco, per me il confronto, ogni confronto su questo tema, parte da qui. Per il resto non ho risposte, ma solo una domanda aperta...
Foto by Leonora

8 commenti:

loris ha detto...

Il tema è complesso, potremmo incominciare col discutere dove si pone,e se esiste, il limite tra persona viva ed essere umano "arificiosamente" in vita, ma non troveremmo mai un punto di incontro tra le diverse e innumerevoli posizioni.
Io personalmente ho sempre avuto verso questa vicenda un unico approccio: il rispetto.
Doveroso rispetto (e anche ma non necessariamente condivisione) per la scelta che un padre non vorrebbe mai fare; mi immagino le notti insonni, i turbamenti interiori e le pressioni esterne, la paura del rimorso, il dilemma tra un ipotesi crudele ed una tragica, lo scontro quotidiamo con l'amore forse più grande che un uomo possa provare.
E allora lo rispetto questo papà, in silenzio...

Anonimo ha detto...

Ma è giusto che una persona, nel pieno delle proprie facoltà mentali, possa scegliere di rifiutare tutti i trattamenti sanitari ???

E ho scritto "tutti"...

Dai Loris, prendi una posizione...

Anche Giorgio, eh !!!

cristian ha detto...

Difficile prendere una posizione,io personalmente non vorrei vivere nelle condizioni di Eluana per tutto quel tempo non era più vita,ma solo il mantenimento di un corpo.
Vorrei che venga accettata la possibilità di un testamento biologico dove esprimere la propria volontà se disgraziatamente capitasse qualcosa di simile alla vicenda Englaro.
Sono netto invece nel dare un giudizio negativo nei confronti della Chiesa che si intromette troppo nella vita dello stato e nei confronti dei politici sempre più "prime donne" nei talk-show televisivi e sempre più assenti nelle Camere.

Andrea ha detto...

La vita è di chi la possiede e deve poterne disporre come vuole. Non della politica ne tantomeno della chiesa. Ognuno deve avere una posizione. Ma non per gli altri. per se stesso, il proprio corpo, la propria dignità e la vita delle persone care che ha attorno. Io non condannerei mai i miei parenti al dover vedere il mio corpo deteriorarsi lentamente... Tu Giorgio, per te, cosa vorresti?

loris ha detto...

La mia posizione?
Rispetto e condivido la scelta del Sig.Englaro, perchè ritengo ci sia un limite oltre il quale non esista cura sanitaria o non che preservi la dignità di un essere umano; dove non c'è più la speranza del miracolo "la natura deve fare il suo corso".
Non pretendo che la decisione del papà di Eluana venga considerata giusta, ma penso sia maturata attraverso valutazioni intime che vanno rispettate, non sta a noi giudicare.
Eluana riposi in pace.

Luciana Bianchi Cavalleri ha detto...

Senza esprimere alcun parere, sommessamente - consiglierei la visione di un film - e la lettura di un libro, da cui esso è stato tratto:

"Lo scafandro e la farfalla" di Jean Dominique Bauby

Luciana - comoinpoesia

Anonimo ha detto...

La risposta al sesto quesito: "E se Eluana fosse mia figlia, mia madre, mia sorella"? è forse la più facile:

"Farei di tutto per rispettare le sue volontà."

Marco Migliavada ha detto...

Secondo me bisogna distinguere due piani di discussione nel tema, che è anche etico.
Viviamo in uno stato non confessionale e con una separazione tra le componenti politiche che creano le leggi e la magistratura che ne fa rispettare l'applicazione.
Io sono antiabortista, ma mi indegnerei per una manovra del governo volta ad impedire l'aborto ad un cittadino che lo richiedesse avendo i diritti per farlo.
Per quanto riguarda la Chiesa, che è pure la mia Chiesa, non parla tanto per parlare ed ha pieno diritto a farlo, ma da membro della comunità esprimo una certa preoccupazione per la politica eccessivamente conservatrice che si sta attuando con questo papato.
Si sta cercando di fermare il tempo. Oltre ad essere a mio parere una scelta folle, potrebbe essere emarginante ed autodistruttiva.