giovedì 31 dicembre 2009

Quanta strada ha fatto Bartali


Ultime ore dell'anno e quattro conti con me stesso, che appaio diversamente da ciò che sono, con le mie paure, i miei limiti, colpe e difetti ben nascosti e svelati a pochissimi, di rado. "Nessuno è grande per il suo cameriere" è stato scritto: per fortuna non ho camerieri, ma è una frase che sottoscrivo. Ieri ho finito di leggere "Niente resurrezioni, per favore" di Fred Ulhman e stamane mi sono riletto d'un fiato "L'amico ritrovato", sempre di Ulhman. Penso al dramma della Germania nazista, alle mani sporche di sangue di milioni di uomini e donne, alla difficile scelta tra il bene e il male e al coraggio di alcuni, che non si sono fatti lusingare dal quieto vivere, che ebbero la lucidità di intuire il pericolo e l'ardire di mettersi di traverso. Penso a ciò che sta succedendo ora in Iran e in altre nazioni della terra e allo schierarsi da tifosi della maggior parte di noi, tra il bianco e il nero. Penso alla responsabilità personale di ognuno, al dovere di opporsi alla violenza, ma anche alla barbarie, all'ingiustizia, al soppruso. Penso alla fatica, al sacrificio che comporta, e mi vergogno delle mie debolezze da uomo piccolo piccolo, che vorrebbe salvare il mondo e non riesce a comprendere il giusto e lo sbagliato nel suo orto.
Foto by Leonora

5 commenti:

Wilma ha detto...

Ho chiuso l'anno al lavoro, tragicamente sommersa da un'urgenza in cui i protagonisti sono due piccoli uomini di tre e cinque anni a cui i genitori,(del nostro orto), hanno fatto del male. Quanto c'è ancora da fare per iniziare un piccolo cambiamento...
Condivido le letture, meno il "divorarle", perchè così perdiamo molto, ma so bene che è impossibile resistere...

Pol ha detto...

che succede? pessimismo da ultimo dell'anno? pensa al reazione del mondo alla Germania nazista, pensa che una nazione che ha inventato la schiavitù e dato vita al ku klux klan ha un presidente nero, pensa che in Iran nonostante tutto c'è chi ha coraggio, pensa che ognuno ha il suo ruolo in questo mondo e che è un ruolo imperfetto... pensa che è cambiato l'anno... pensa: auguri

andre ha detto...

...anch'io ho chiuso l'anno al lavoro, cercando di rendere più "normale" e leggero possibile il passaggio dell'anno a otto uomini e donne che quotidianamente combattono le loro malattie, le loro angosce, le loro paure...in fondo è stato bello e, per certi versi, gratificante. Condivido tuttavia il tuo pensiero Giorgio, guardando a tutti quegli uomini e quelle donne che ogni giorno lottano in condizioni disperate, per una vita dignitosa, per la libertà di pensiero e d'espressione, con pochi mezzi, osteggiati dalla società, a volte dai loro stessi cari....e mi sento un po' piccolo, ma nel mio piccolo, consapevole del mio dovere...essere uomini è anche un dovere!!!

Fuma ha detto...

bellissima la trilogia di Ulhman: specie l'amico ritrovato, di cui ho visto anche il film.
quando penso a quel periodo storico, mi chiedo: cosa avrei fatto, IO? Avrei avuto il coraggio di rischiare la vita per combattere il fascismo o me ne sarei stata nascosta nel fienile, ad aspettare che la buriana passasse?
spero di non avere mai la risposta a questa domanda.

Miranda ha detto...

Non sono convinta di ciò che dici cioè di non riuscire a comprendere il giusto e lo sbagliato nel tuo piccolo orto. Aver dubbi è normale, anzi forse è l'unico strumento che ci consente di distinguere, discriminare, scegliere per il meglio. Ci sentiamo piccoli perchè c'è tanto, troppo da fare, da rimediare. Ma non sei solo, non devi fare tutto tu, per fortuna.
Un augurio per questo nuovo anno che, il venditore di almanacchi di Leopardi ce l'ha insegnato, sarà sicuramente migliore.