sabato 18 aprile 2026

Attenti al sole (Il rischio di chi affascina)

Ispirazione. Ci sono persone che sono così, secernano sicurezza e danno fiducia, alimentando desideri, speranze, ambizioni… A volte si ha la fortuna di incrociarne i passi, altre semplicemente lo sguardo o la voce. Sempre se ne resta affascinati, quasi avessero qualcosa di magnetico, che attira. È un segnale che emettono, soprattutto qualcosa che in loro cogliamo, una proiezione su noi stessi di un nocciolo che realizziamo importante e fa da lievito, indicando una via e la bellezza di percorrerla.
Alcune di queste persone ho avuto la fortuna di incontrarle, nella vita, imparando una regola: per goderne appieno occorre tenerle alla giusta distanza, esattamente come il sole, che se si mantengono troppo lontane la loro luce rimane fioca, non scalda, ma da eccessivamente vicino è l’opposto, con alto rischio di bruciarsi, sprecando con la disillusione pure la scintilla che si era innescata e che avrebbe potuto cambiarci - in meglio - la vita.

P.S. Ho sempre diffidato della perfezione, così come mai rimango affascinato da qualcuno al punto da trasformarlo in ciò che non è, un idolo, un’idea piuttosto che un corpo pensante, con pregi ma anche limiti, difetti. Semmai, ad essere preciso, colgo ciò che potremmo chiamare una “ispirazione diffusa”: non una somma di qualità in un’unica persona, bensì tante persone con ciascuno una qualità che mi ispira.

sabato 11 aprile 2026

Diciamoci tutto (Almeno tra noi)

In latino si chiama “confiteor” ed è l’atto penitenziale che si proclama insieme, in coro, all’inizio della messa: «Confesso a Dio padre onnipotente e a voi fratelli…».
Mi accontenterei di farlo tra me e me, davanti a uno specchio: confessarsi tutto, anche ciò che c’è di brutto, dirsi la verità, dare nome e contorno a pulsioni, desideri, istinti. Dovrebbe essere un esercizio quotidiano, senza limitare i pensieri, accettandosi per ciò che si è, riconoscendosi e così conoscendosi, nel profondo.
Ammettere a se stessi di provare anche ciò che convenzione è storto è il primo passo per contenerlo, scremando tutto ciò che si ritiene vero e lasciando ipocrisie, falsità, perbenismo fuori dal cancello.
Per farlo, occorre innanzi tutto coraggio. E un abbondante senso d’indulgenza, un volersi bene che ha come unico limite la libertà e il diritto dell’altro a ricercare e ottenere lo stesso.
Guardarsi, considerarsi, rivelare a se stessi, accettarsi… Esercizi quotidiani di consapevolezza, un buon modo per trovare pace ed essere sereni, non schiacciati o soffocati da un peso, da un sentimento di inadeguatezza, considerandosi mai all’altezza o meritevoli del peggio e riuscendo così a provare indulgenza anche per l’altro, per limiti, errori, inciampi che ci sono stati o si avranno, essendo nessuno perfetto.

P.S. Immagino che mi stai ad ascoltare con quei tuoi occhi chiari, con il guizzo di sguardo di chi intuisce che sono parole che ci riguardano, in prima persona plurale, tutti, pur quando non se ne coglie pienamente la portata, il senso. Viviamo spesso di corsa, sfiorando tutto in superficie, senza addentrarci nel profondo, quello vero. Eppure basterebbe poco, avendo cura ogni giorno di coltivare la coscienza, come fosse un giardino.

sabato 4 aprile 2026

Tre frasi (Mille libri)

Quando avevo vent’anni tenevo un’agenda con le frasi che mi parevano significative dei libri che leggevo e ne leggevo molti, avendo appena cominciato a scrivere per i giornali e rendendomi conto che era come riempire una giara: più leggevo, meglio scrivevo.
Da allora mi hanno accompagnato ovunque, compagni di viaggio sia nelle distese quiete di giornate oziose, sia nelle frattaglie di tempo, minuti secondi razziati tra un impegno e l’altro. Con l’abitudine a sottolinearl, rigorosamente a matita, risaltando le frasi che mi colpiscono, mentre quelle che stanno in piedi da sé, che meritano di essere ricordate davvero, le segno nelle note del telefono.
Negli ultimi giorni, tanto per dire, ho appuntato queste.
«Il momento migliore per piantare un albero è dieci anni fa. L’altro momento migliore è ora» (Confucio)
Mi è rimasta impressa come sprone a non perdere tempo e non essere eccessivamente nostalgico o demoralizzato per ciò che avrei dovuto fare e non ho fatto. Per partire e mettere a dimora è sempre un buon momento. In qualunque campo.
«La bellezza non è una questione di forma, ma di luce» (Victor Hugo)
Qui penso ad alcune persone che conosco, ai loro occhi soprattutto, all’aurea che ne irradia il volto e si diffonde per contagio. Un talento naturale ch’è appunto energia, più che contorno.
«La stupidità deriva da avere una risposta per ogni cosa. La saggezza dall’avere, per ogni cosa, una domanda». (Kundera)
In questo caso il soggetto d’attenzione sono io, la consapevolezza che la supponenza è un nemico seducente quanto subdolo, mentre porsi domande è più di un’inclinazione naturale, è una capacità, una disposizione che prevede formazione, allenamento.

P.S. I libri a casa mia, sono ovunque. In ogni locale. Due delle librerie che li ospitano le ho progettate e costruite con le mie mani. L’ultima è quella che si vede nella foto, messa in posa settimana scorsa, nel locale in cui di solito ci troviamo per pranzare o cenare tra parenti e dove i miei figli si trovano con i loro amici.