giovedì 28 febbraio 2008

Ci conto


I miei figli sono piccoli. Cioè, Giacomo è alto, molto alto e anche robusto, ma ha solo 11 anni. Giorgia invece di anni ne ha 8, mentre Giovanni tre mesi fa ne ha compiuti 5.

Mi sono venuti in mente, ieri, mentre ero al lavoro, per due notizie distinte in cui mi sono imbattutto. La prima è il tetto massimo al costo dei libri di testo, fissato nei giorni scorsi dal ministero dell'istruzione. Per un liceo non si dovrebbe spendere più di 370 euro, ma a sentire alunni e genitori e professori qui a Como si superano tranquillamente i 450 euro, con un picco di oltre 600 euro il primo anno, se si contano anche vocabolari e atlanti vari.

Non ho mai fatto conti riguardo ai miei figli, perché li considero un dono e credo che la provvidenza esiste e in qualche modo ce la si cava sempre. Però ieri, leggendo il servizio che la nuova stagista aveva appena terminato, mi è passata per la testa un'ombra. Solo un'ombra o, se volete, un filo d'ansia, che ho subito scacciato, ma che per un istante mi ha fatto pensare che tempo mi aspetta in futuro, se le preoccupazioni economiche saranno un nuovo, futuro compagno di viaggio.

Non è finita qua. Un altro servizio, curato dalla mia collega Manuela, si occupava di cosa mangiano a pranzo, fuori casa, studenti comaschi delle superiori e dell'università. La cosa che mi ha colpito è questa: molti ragazzi preferiscono arrangiarsi in qualche modo e spendere i 5 euro del panino per comprarsi una ricarica del cellulare.
Libri, cellulare, divertimenti. Sono tre e anche l'economia di scala, sulla quale faccio molto affidamento, non sempre giova. Per fortuna sono ancora "piccoli". Ci penseremo.
Foto by Leonora

2 commenti:

Marco Migliavada ha detto...

Giacomo è Grande. Ma ha solo 11 anni.
Sarà che anche io sono primofratrè, ma su Giacomo I ci conto pure io.

ale ha detto...

Esperienza personale: io ho fatto il Giovio e per quanto riguarda i libri ho sempre trovato quasi tutto al Libraccio oppure venduti da studenti che mettevano annunci al liceo stesso. L'usato è fondamentale, e spessissimo le vecchie edizioni andavano comunque bene in quanto le nuove cambiavano solo in impaginazione e grafica.
Sul discorso dei pranzi fuori casa degli studenti unviersitari, nel servizio, non si è parlato del mondo di persone che si recano all'esselunga, nelle varie piadinerie o nei bar intorno. Si spende decisamente meno che del self service citato nel servizio. Molto meno.
Secondo me non devi preoccuparti, bastano pochi accorgimenti e un pò di attenzione, senza nessun tipo di sacrificio, che le spese possono essere molto inferiori di quelle che ci si aspetterebbe.
Soprattutto nei libri, l'economia di scala ti verrà utile da morire!! :-)