mercoledì 15 ottobre 2008

Generazioni in bilico


Oggi alla scuola elementare era tempo di incontri tra insegnanti e genitori.


In "prima" tutto tranquillo (anche perché hanno sei anni - Giovanni non ancora compiuti - e le lezioni sono cominciate da un mese), mentre le maestre delle "quarte" (ci va Giorgia) non le hanno mandate a dire, mettendo sul banco degli imputati i genitori. Motivo: bambini troppo maleducati. Fin qui niente di nuovo sul fronte occidentale, anche se sapere che bimbi di 9 anni rispondono male alla maestra già mi fa serrare la mascella, come direbbe il mio amico Maggi per esprimere un cocente arrabbiatura (e la chiamo così per amor di patria). Ciò che invece mi lascia basito, facendomi seriamente preoccupare, è il fatto che alcuni di questi cucciolini amorosi dududù dadadà si rivolgono ai loro compagni provenienti da altre nazioni con simpatiche espressioni tipo: "Rumeno di merda torna al tuo paese". Hanno fatto bene le maestre a dare a questi episodi un nome preciso: razzismo. Ora, io so poco della riforma Gelmini, del ritorno del grembiule azzurro o del cinghiale bianco, del voto in condotta e dell'insegnante unico, però se fosse mia figlia a dire una cosa del genere sarei grato alla maestra se le tirasse un'orecchio lungo un metro....
Foto by Leonora

5 commenti:

valentina orsucci ha detto...

Beh, ma un bambino di 9 anni forse non sa nemmeno cos'è e dov'è la romania. I genitori di quel bambino, a mio avviso, sono perfettamente d'accordo con lui...

Giorgio ha detto...

Vale! Ieri ero arrabbiato quando ho scritto il post, oggi invece leggo te, che scrivi così, e mi pare di vederti mentre lo dici, e di sentirti, con quella erre arrotata e gli occhi grandi, spalancati, e penso che hai ragione, che sono i genitori responsabli delle sue parole e il bambino non c'entra...
Però un orecchio io glielo tirerei lo stesso. E lo farei anche con i genitori! Me compreso... :-)

Anonimo ha detto...

Fai bene ad arrabbiarti.
Bisogna iniziare da li, dai bambini di 9 anni!

Marta ha detto...

Una delle cose che mi fa preoccupare è che tanti si rifiutano di riconoscere questi episodi come “razzismo”.. Li chiamano in mille altre modi: bravate, maleducazione, bullismo, o - andando sugli adulti – autodifesa ecc. E finchè non lo si chiama con il suo nome: razzismo, significa che non si vuole riconoscere l’esistenza di questo preciso problema. Credo che chiamare le cose col loro nome sia il primo modo per reagire e non nascondere la testa sotto la sabbia. Un’altra cosa: credo che le maestre siano una “razza” eroica, che le maestre, più di insegnanti di altre scuole ed età, siano quelle che maggiormente si ingegnino per crescere e insegnare ai bambini la realtà, l’accettazione dei compagni, il rispetto delle diversità, in barba alle riforme, ai decreti, alle circolari e ai pof. Non tutte le maestre, per carità, ma ne conosco diverse così, di ogni generazione. O forse parlo solo da figlia di maestra…

Giorgio ha detto...

Eroiche maestre, è vero. Eroi anche molti insegnanti che credono in quello che fanno, contrinuendo anche in quel modo a sconfiggere tutti i razzismi del mondo