mercoledì 5 novembre 2008

Il regalo più bello


Auguri, Giovanni. Oggi è il tuo sesto compleanno e tu te ne dormi beato, mentre io sono qui che mi gusto la lunga diretta elettorale, sperando che alla fine Barak Obama diventi presidente degli Stati Uniti, pur se non mi dispiace McCain, che quando si schierava contro Bush era considerato un repubblicano originale e per niente bigotto. Sei anni e hai imparato a leggere da poco e mi fai sorridere quando te ne esci con espressioni che sorprendono. "Sono esausto" ci hai detto l'altro giorno, con quell'aria tra l'annoiato e l'infastidito, che ti fa sembrare già un adulto, nonostante tu sia alto non più di un soldo di cacio. Dei tre figli sei quello più indipendente e più capriccioso. Te ne stai anche per ore a giocare da solo, con i Gormiti o i mattoncini del Lego, oppure a colorare, per mostrarmi poi il foglio, tutto orgoglioso. E sei lo stesso Giovanni che da adorabile si trasforma in una furia e che strilla come un ossesso, non ascoltando niente e nessuno. Niente e nessuno tranne me, che so come prenderti e non mi faccio mancare di rispetto. "Un duce" dice tua madre. Forse è vero, però non so essere diverso e sono lo stesso con cui giochi e che ti fa morire di solletico o ti sveglia pian piano, ogni tanto, al mattino, senza forzature, ma entrando nel tuo letto e grattandoti la pancia, fingendo di annusarti come farebbe un orso, un lupo. Auguri, Giovanni. Oggi è il tuo primo compleanno che festeggerai senza il nonno. Sei nato il suo stesso giorno, il 5 novembre, sessanta cinque anni dopo. Lui ci ha salutati per l'ultima volta nel gennaio scorso e sono certo che - insieme alla nascita di tuo fratello Giacomo, il suo primo nipote - la coincidenza del tuo arrivo nel giorno del suo compleanno è stato il suo momento più lieto. Sicuramente lo è stato per me, che quel giorno vedevo congiungersi perfettamente il passato e il futuro. Auguri Giovanni, sei nato come me, in questo mese di novembre grigio e splendido. E ho voluto scrivertelo qui, per non stare a svegliarti, che dormi un po' accaldato ma quieto. E quando spegnerò il computer, come ogni sera, entrerò nella stanza tua e di Giorgia e di Giacomo per ascoltarvi respirare e sentire il vostro odore di pulito, di buono. Ogni sera, così, il più bel regalo lo ricevo io.
Foto by Leonora

7 commenti:

roberta ha detto...

Auguri Giovanni! E auguri anche a zio Gino: sono sicura che stai vegliando dal cielo la tua famiglia,.. tua moglie che e' stata una buona moglie, ...i tuoi nipoti che adori, ..e questo tuo figlio di cui sei giustamente orgoglioso e che da te ha imparato ad essere un uomo "buono e giusto"...roberta

zoja ha detto...

TANTI AUGURI A GIOVANNI!!
E' FORTUNATO AD AVERE UN PADRE COME TE!!
un abbraccio zo'

Anonimo ha detto...

Tantissimi auguroni Giovanni!!! Mamma mia come cresce...
Paoletta

Frenz ha detto...

Con un papà così e pur non conoscendoti Giovanni, ci aspettiamo grandi cose!

http://it.wikipedia.org/wiki/5_novembre

Elena ha detto...

Una famiglia tutta con la "g" :)

Luis ha detto...

Ciao Giorgio, sto per diventare padre il prossimo marzo. Il tuo post mi ha colpito molto: spero di avere anche io dei pensiori così affettuosi nei confronti di mia figlia (Anita).

luigi
un tuo distratto lettore

Giorgio ha detto...

@ Luigi: distratto ma apprezzato (da me, almeno)