martedì 10 febbraio 2015

Immagini e parole (io, nel mezzo)

Foto by Leonora
"È un periodo della mia vita nel quale le cose mi consumano anzichè nutrirmi, e così anche per la scrittura". Lo dice un amico, una delle persone che più stimo e a cui sono legato, nel profondo.
Provo a riflettermi a specchio nelle sue parole, scoprendo che per me non è così, che anche nei periodi bui, quelli in cui il cielo non ha bordi ed è grigio, scrivere per me resta uno squarcio d'azzurro, un pozzo d'acqua miracoloso, perché attingo pure buttandoci le cose dentro. Posso astenermi, rimanere a lungo in silenzio, ma mai di fronte al bianco del computer acceso provo smarrimento. Semmai l'ostacolo è nel principio, nel mettere in fila le prime sillabe, poi procedo spedito.
Lo spunto, l'occasione, è tutto.
Anche perciò sono grato al lavoro che sto facendo e in particolare a uno dei progetti che seguo meglio. Si chiama Storylab, per ora è circoscritto a Bergamo e provincia, ma già così è fonte d'spirazione ricchissimo. Ne avevo già parlato (questo il post), la novità è che da un mese a questa parte c'è un blog ed è lì che in pratica ogni giorno mi cimento, proponendo una foto e appiccicandoci accanto un pensiero, di cui vado fiero, con l'incoscienza e la faziosità indulgente che ha un genitore di fronte alla creatura che porta in grembo. Una debolezza di cui chiedo scusa, ma senza rimorso. Delle molte tracce che lasciamo, nessuna delle quali destinata a durare in eterno, questa è tra quelle che mi fa sentire più utile, non un perditempo.
P.S. Per chi volesse appuntarselo, qui trovate tutti i post del blog di Storylab

1 commento:

Avv. Stefania Romano ha detto...

capisco bene cosa intenda dire che si consuma anzichè nutrirsi
anche a me è capitato
bisogna sapere aspettare, perchè la ruota gira sempre per tutti
e nel frattempo cercare di tornare alle cose più semplici e prendersi cura di sè...

e continuare a scrivere!!!!