venerdì 14 dicembre 2007

Dietro la notizia



Chiedo scusa per l’assenza prolungata, ma “mala tempora currunt” (che non sono un gruppo sardo).
Sono debitore, in particolare con gli amici del PolentaBlog, che meriterebbero più ampio commento, e a Maria Luisa, che mi ha convinto con le sue tesi a commento di un mio precedente post, su regole, rispetto della legalità e coscienza professionale. Non mancherò di riprendere i fili spezzati, in futuro.
Ora, invece, ho a cuore un pubblico ringraziamento, ai miei colleghi, che lavorano con me, fianco a fianco.
Per spiegarne le ragioni, preferisco un esempio, cioè raccontare la parte finale della giornata di ieri, con ciò che è accaduto in redazione e nel tg non si è visto.

Ieri è stata una giornata difficile. Uno di noi quattro, Marco Romualdi, era in tribunale, a Milano, per seguire il processo d’appello a Sonya Caleffi, l’infermiera di Tavernerio (Co), accusata di aver causato la morte a numerosi pazienti, tramite iniezioni d’aria. A Mauro Migliavada e Manuela Brancatisano toccava tutto il resto, cioè più o meno una mezza notizia di notizie a testa. Poco dopo le 18 è scattato l’allarme: omicidio in Via Polano, a Como.
Non starò ad elencare per filo e per segno quanto avvenuto dietro le quinte del tg. Basti sapere che Manuela, dalla redazione, ha preso la sua macchina e si è recata sul posto, precedendo di qualche minuto il nostro operatore tv. Mauro Migliavada, che era a colloquio da un avvocato per verificare un’altra notizia è rientrato per aiutare il sottoscritto nel completare le altre notizie e adempiere alle “pratiche procedurali” necessarie per mandare in onda un tg. Meno di un’ora dopo, alle 19.05, mentre Manuela con i colleghi di Corriere di Como, Provincia e Giorno cercava di raccogliere il maggior numero di informazioni sul caso, lo stesso Migliavada prendeva la moto per andare sul luogo del delitto, ritirare la cassetta DvCam audio/video con le prime (inquietanti) immagini, tornando appena in tempo per infilarsi giacca, camicia e cravatta (non in quest’ordine, ovviamente) e andare a condurre il telegiornale. Alle 19.31, cinque secondi dopo la sigla Manuela era già in diretta telefonica, con le prime notizie sull’omicidio. Tre minuti dopo toccava a Marco collegarsi telefonicamente, per dare i dettagli del processo a Sonya Caleffi, di ritorno da Milano. Lo stesso Marco (che più di tutti noi è esperto di cronaca nera e giudiziaria) prima delle 20 era già in Via Polano, sul luogo del delitto, per dare il cambio a Manuela, riuscendo a intervistare, un paio d’ore più tardi, quando tutti gli altri giornalisti erano già tornati in redazione per scrivere gli articoli, il fratello della vittima, e poi collegarsi al telefono di nuovo in diretta tv, per dare gli ultimi aggiornamenti, in tempo reale, sull’intera vicenda.Qui non si tratta di prendere premi o di pretendere riconoscimenti: i miei colleghi hanno fatto il loro lavoro, facendolo bene, come sanno fare. Li stimo proprio per questo. Semplicemente, volevo dirlo.

4 commenti:

Elena ha detto...

Siete una squadra fortssimi ;)

valentina orsucci ha detto...

che bello il racconto del retroscena...

Giorgio ha detto...

Per la cronaca (in tutti i sensi) durante la cena natalizia di Etv, un nostro valido collaboratore, Nino Balducci, facendo i complimenti alla redazione per come ha seguito di ultimi eventi di cronaca (sviluppi strage di Erba, arresto di Azouz, omicidio di Tavernola) dopo aver tessuto lodi sperticate a Marco, Mauro, Manuela e Marina, mi ha guardato in faccia e mi ha detto serio serio: "Tu invece, quando capita qualcosa d'importante, non ci sei mai"! Per fortuna ho un ego troppo tronfio per rimanerci male, altrimenti prendevo un esaurimento che non mi tiravo più fuori... :-)

Anonimo ha detto...

Non potrebbero essere altrimenti con un caporedattore così..
:)