sabato 15 marzo 2008

"Maltràinsema"


Isabella (mia moglie) mi accusa di esser pigro e di fare poche cose insieme al resto della famiglia. In effetti il sabato e la domenica o lavoro o m'impoltrisco, così oggi ho giocato un tiro mancino. Biciclettata e lezione di democrazia, con annesso comizio di Veltroni in riva a Cernobbio. Per l'entusiasmo pensavo peggio, accettano tutti sorridendo: forse davvero ha ragione Isabella, sono talmente rare queste occasioni che va bene tutto.
Alle 11 ritiriamo da scuola i due figli maggiori (Giacomo, 11 anni, Giorgia, 8) e con il più piccolino (Giovanni, 5) ci rechiamo a Como, dove scarichiamo dall'auto le bici e ci dirigiamo nel luogo prescelto.
La faccio breve. Il Partito Democratico a Como non vincerà mai. Lo dico con dispiacere, poiché l'alternanza è uno dei cardini della democrazia, come ho tentato di spiegare più tardi a Giacomo, mentre era alle prese con una piadina colma di Nutella e mi guardava tra il serio e lo sgomento. Mi spiace anche perché ne fanno parte tante persone per bene, animate da un ideale e da una passione, che con il potere centrano come i cavoli a merenda e a dargli fiducia sarebbero utili per migliorare almeno un poco le cose.
Non vincerà mai, perché non si è in molti, ma soprattutto perché ci sono troppi pasticcioni. "Maltràinsema", per dirla alla lombarda.
Il comizio di Veltroni, ad esempio, era stato annunciato in pompa magna, c'era anche la diretta di Etv, la riva di Cernobbio, che è vasta quanto la piazza rossa con la differenza che non è quadrata, era colorata di bandiere e persone (si perdevano, in tutto quello spazio, ma non erano poche). Tutto perfetto, insomma, tranne che per un particolare: Veltroni non sapeva di dover fare il comizio. Sì, non lo avevano avvisato oppure è stato il suo staff a non aver capito (e sarebbe ancora più grave).
"Vieni a salutare" gli avevano detto e, pur essendo lui sveglio, era impossibile conciliare le aspettative di chi attendeva un discorso alla Barack Obama e si è ritrovato qualche minuto di contentino.
Eppure sarebbe bastato poco. Un comizio lo aveva fatto il giorno prima a Varese e a Lecco, un altro lo avrebbe fatto a Monza, poco dopo, cosa ci voleva a preparare un intervento ad effetto a Como? Senza scomodare il mago del blitz propagandistico, Karl Rove, bastava mezz'ora di pazienza e un po' di creatività e di coraggio.
Era già, a Cernobbio, per il meeting Ambrosetti, cosa ci voleva a farlo uscire da Villa d'Este in bicicletta (bicicletta normale, mica da corsa, che poi gli toccava mettere i calzoncini attillati e non c'è neanche da immaginarselo): ci avrebbero scritto un titolo tutti i giornali nazionali. Cosa ci voleva a dargli in mano un foglietto un quarto d'ora prima, con due o tre appunti specifici per Como. Tipo: "Il governo Prodi è l'unico che negli ultimi quindici anni ha portato soldi per le strade lariane"; "Qui la Lega ha percentuali altissime e i soldi se ne vanno sempre in un'altra provincia"; "Ho voluto parlare qui, a Como, proprio perché so che è il posto più difficile dove prendere voti, ma ho il coraggio di dire che la nostra rivincita può partire da qui"; "Guardate alle spalle il ben di Dio che abbiamo, il lago, le montagne: il nostro partito ha a cuore lo sviluppo ma a patto che sia a misura d'uomo, perché dovremo lasciare tutto ciò in eredità ai nostri figli e non possiamo sciuparlo".
Due o tre cose, insomma, di contesto.
Al Partito Democratico, perché abbia qualche possibilità di vittoria, manca la componente "funzionalista", ciò quella che fa funzionare le cose, a cominciare da quelle interne a un'organizzazione, che per definizione deve esser tale: organizzata.
Detto ciò, è stata una bella giornata. Uolter è Uolter, i bambini sono stati contenti della passeggiata, Isabella pure, e io anche. E giuro che sarei tentato di portarli domani, per par condicio e perché la lezione di democrazia sia compiuta, alla visita comasca di Berlusconi, con toccata e fuga in piazza Duomo. Non lo farò perché danno brutto tempo e, soprattutto, perché al gazebo della PdL distribuiscono le "mutande" di Prodi e c'è un limite a tutto. Lo so che è solo uno scherzo, una goliardica trasposizione nei gazebo della comicità del Bagaglino. Non ne faccio un dramma, ma se la tengano: a me di grasso piace solo quello del prosciutto crudo tagliato finissimo.
Foto by Leonora

3 commenti:

Selvatiko ha detto...

Giorgio ( buondi ), non mi riesce di ricavar da qui dentro la tua mail ( avrei da domandarti due cose "giornalisticamente parlando" ), ti disturbo dunque lasciandoti un messaggio...

Sono Mauro, 34enne comasco ( che di faccia hai gia' visto pur non conoscendoci ) in diretta da Kathmandu...

Se hai due minuti gradirei ricevere un tuo contatto mail-diretto cosi da "raccontartela" : selvatiko74@libero.it

Grazie in anticipo e grazie comunque per l attenzione

ziz82 ha detto...

Ciao Giorgio, è ammirabile il tuo tentativo di "democratizzare" la tua prole ma temo fortemente che non sia per nulla una missione facile, anzi possibile...
come fai a spiegare che viviamo in un paese dove gli eletti vengono decisi a tavolino dalle segreterie dei partiti?, dove un referendum popolare sul finanziamento pubblico ai partiti viene ben ben preso e buttato nel...la toilette?, dove vince le elezioni solo chi ha la possibilità (vil denaro!!) di accaparrarsi i mass media?, dove gli "eletti" formano una lobby che definire casta è fintroppo buonista? dove si pensa alla TAV, al ponte sullo stretto di messina, alle leggi ad personam ecc ecc ecc senza MAI prendere in considerazione i problemi veri??? e non parliamo delle candidature fasciste o simil-tali vedi ciarrapico, santanchè, fiore ecc ecc....perchè altrimenti bisognerebbe aprire anche il libro di storia...e in quel caso forse l'italia aprirebbe gli occhi (FORSE).

Anonimo ha detto...

Finale alternativo: a me di grasso piace solo quello della mortadella tagliata finissima