martedì 29 marzo 2011

La goccia e la roccia


Un passo alla volta. Se guardo la mia vita dallo specchietto retrivosore credo che le cose di cui posso andare più fiero e che mi danno maggiore soddisfazione siano legate ai piccoli passi, quelli intrapresi non badando a una meta troppo lontana per essere raggiunta, nella consapevolezza però che il sentiero fosse quello giusto. Tanto per entrare nel concreto, mi riferisco sia agli aspetti banali (la decisione di non tenere un'agenda, così da allenare la mente alla memoria oppure il fatto di non appuntarmi le intuizioni sforzandomi piuttosto di partorirne sempre nuove o, ancora, di continuare ancor oggi a scrivere pezzi di cronaca o a seguire conferenze stampa che potrebbero benissimo essere affidate all'ultimo dei collaboratori, per non diventare una torre d'avorio in redazione, perdendo contatto con il mondo e con la strada) sia a quelli fondamentali della vita (restare aggiornato, leggendo giornali e libri; avere cura del corpo e dello spirito a partire da ogni mattina; coltivare le amicizie cercando di tenere la porta sempre aperta; puntare non già sul successo o sulla moneta sonante, bensì sul poter dire ciò che si pensa, essere schietto, così da accumulare credibilità e stima...). A ben guardare, questo blog è a immagine e somiglianza di questo stile da goccia che scava la roccia, di formica che assicura la propria fortuna granello dopo granello. Ho commesso molti sbagli, alcuni dei quali dolorosi e infidi come serpe che si attorciglia attorno al braccio, ma sempre per debolezza o lassismo, mai per una pervicacia nel cercare il male, per un preciso disegno oscuro. Se c'è un pensiero da lasciare in eredità ai miei figli, una lezione che vorrei imparassero, è proprio questa: di prendere esempio dalla natura, che ha scatti in avanti e balzi prodigiosi, ma ciò che è lo deve soprattutto alla costanza, all'insistenza, a quell'instancabile sorgente di vita che fa sbocciare i fiori ogni primavera e l'erba che con calma ricopre tutto, persino l'asfalto e il cemento armato che l'uomo crede eterno e invece non sapravviverà, a differenza degli organismi viventi, della natura, di cui l'uomo è solo anello di catena, felice scintilla tra due parentesi di un'espressione algebrica assai più lunga e complessa...


Foto by Leonora

2 commenti:

carelli.natale ha detto...

Più ti leggo e più mi convinco che abbiamo molto in comune.Ecco, io aggiungerei che anzichè un diario avrei utilizzato volentieri una macchina fotografica. Ha il potere di fissare quell'attimo nel bene o nel male. Gli errori della vita chissà se servono veramente. Una cosa è certa, il più delle volte non sono rimediabili.
Un caro saluto.

Anonimo ha detto...

hai ben descritto l'impegno umile e cocciuto che ti contraddistingue, e che stimo.
LUCA