lunedì 25 luglio 2011

Musica e parole: l'intuizione dei monaci


Tornato. Una settimana e un giorno di sole, chiacchiere, relax, mare, buoni piatti, letture. Staccando la spina ho accumulato molte idee, propositi, intuizioni, che vorrei condividere qui. Lo farò, pian piano, nei prossimi giorni. In principio però, una cosa che voglio lasciare d'appunto, premessa di tutto: per quanto bravo, talentuoso, geniale possa essere, ogni scrittore sa che nessuna delle sue parole può superare in narrazione la musica. L'ho compreso al mio ritorno, ripensando a Omero e agli scritti di Tolkien, mentre falciavo il prato. Riporto ciò che stavo facendo e non soltanto il pensiero, per un motivo preciso. Per l'uomo il lavoro delle proprie mani è fecondo anche per la testa, come ben sanno i monaci, che pur della vita hanno scelto la dimensione contemplativa.

Foto by Leonora

1 commento:

Natale Carelli ha detto...

Bentornato. Ok per la meditazione, ma sei partito lasciandoci con un dubbio. Hai meditato?