mercoledì 21 settembre 2011

La crisi e le veline (Isabella's version)

C'è una saggezza nelle donne chsorprendente, poiché più frutto d'istinto che di riflessione. O almeno è ciò che penso io, che non ho verità in tasca, semmai mi limito ad osservare.
Oggi, a pranzo, Isabella si lamentava che Giacomo (prima liceo) non era ancora arrivato, che ci sono pochi bus, che sono strapieni, che se ne perdi uno poi l'altro c'è dopo un bel po', che le Fnm Autolinee dovrebbero provvedere, e perché nessuno lo dice, perché nessuno si lamenta, perché non lo scrivo io che pure lavoro in un giornale, che se non scrivo queste cose utili tanto vale che vada a lavorare, che per forza i giornali li comprano sempre meno, perché sono queste le battaglie della gente, che ora lo dice alle mamme, che bisogna fare una raccolta di firme, che è uno scandalo, una vergogna, un delusione.
All'apice della filippica borbottante, scorgendomi prima indispettito, poi sempre più distratto, mi ha puntato addosso gli occhi ed ha aggiunto: "Allora?".
"Allora che cosa?" ho risposto.
"Perché non mettono un bus in più, visto che lo prendono centinaia di studenti" ha ribadito.
E io lì non ci ho più visto e come sempre, quando perdo la pazienza, sono sbottato, dicendo che era ora di finirla, che il liceo l'ho fatto anch'io, che lo fanno tutti, e che se non si lamenta Giacomo non vedo perché dovremmo farne un dramma noi e, per concludere, quasi urlando ho chiosato: "E poi, ma non capisci che invece di metterne altri i bus li tagliano! Non te ne sei accorta? C'è la crisi!!!".
Silenzio. Occhi truci. I suoi occhi truci e silenzio. Ancora silenzio e sguardo tra lo sdegnato e l'offeso. Poi, ad un tratto, secche, taglienti, due parole: "Prima di tutto, abbassa la voce - mi ha detto - e poi, c'è la crisi c'è la crisi, ma intanto Cicciolina prende quattromila euro al mese per quando è stata in parlamento. E le veline altrettanto".
E' in quell'istante esatto che ho capito che i conti non tornano e che questo governo è nei guai, altro che per le pressioni del Fondo monetario internazionale o per le intercettazioni.

Foto by Leonora

2 commenti:

Paola Scuratti ha detto...

Ecco.

I conti non tornano.

Ma la crisi, quella dell'instabilità, quella che delude, fà provare vergogna non è proprio tutta lì? In quelle poltrone. Tra quelle donne e quegli uomini che dovrebbero rappresentarci. Sottolineo "RAPPRESENTARCI" La crisi è nei soliti giri, negli scambi di favore, nelle donne soddisfatte di vendersi, nel caffè che aumenta, in un uomo che afferma "bè che stupido a parlarne per telefono" o peggio " , "ma su quanta ipocrisia, è solo invidia, chi critica va a put... quanto lui e a casa ha moglie e figli...". La crisi sta qui, nel pensare che se ormai lo fanno tutti che problema c'è? La crisi è questo bel mercato mondiale che se ne frega della democrazia nazionale e ci chiede di azzerare i servizi. Di tirare la cinghia, ma di chi è più debole. La crisi? E' una piega sulla fronte, un pensiero che attraversa la mente mentre vedi che un paese così bello come il nostro si arena in un pantano di fatti pesanti, di stupide (offensive) parole intercettate e in un modo di pensare, di vedere la vita, le donne, la famiglia, il futuro che non mi rappresenta (non ci rappresenta). La crisi è questo pensiero che continua, ancora, ancora e ancora a non avere voce.

I conti non tornano.

Natale Carelli ha detto...

Il problema è che molta gente ancora non ha chiaro la situazione del momento! ho provato a fare una cosa da imbecilli! tramite il web mi sono collegato a varie radio del Belgio, Olanda, Lussemburgo,e altri paesi della C.E. bene, pur non capendo una sola parola di quello che dicevano i vari tg una cosa appariva chiara, tutti i tg parlavano di Berlusconi e Italy! ci sara pure un motivo! il problema si chiama Berlusconi! tua moglie ha ragione di essere arrabbiata! Cicciolina percepisce tremila euro al mese! parlamentari che dopo aver frequentato il parlamento per soli pochi mesi maturano il minimo parlamentare pensionistico di 2500 euro al mese! per poi non parlare dei nostri politici regionali! altro scandalo! abbiamo più di 900 parlamentari nazionali e o perso il conto dei tutti gli altri, comunali, provinciali e regionali! sono capaci di essere solidali fra loro per non perdere i loro diritti ma sono veloci a castigare il popolo troppo indaffarato a tirare a fine mese!la soluzione?
semplice! con effetto immediato si tagliano i posti parlamentari da 900 a 400 divisi nelle due camere, al secondo mandato non possono più essere rieletti! abolizione delle province, per i delegati regionali un solo mandato con uno stipendio da intermedio statale con rimborso spese documentato e al secondo mandato via a casa, la professione del politico deve cessare! solo così sai quanto si risparmierebbe? ecco che allora ci sarebbero anche i soldi per gli autobus di ricarico durante le ore di punta!