lunedì 31 marzo 2008

Blog? 'Sta nicchia!


Giusto per uno spunto di riflessione, rivolto non soltanto a chi si occupa di informazione, segnalo questo post di Roberto Dadda, che senza dilungarsi dice questo: "Non conosco praticamente nessuno che legga regolarmente i blog che non sia un blogger".
Io qualcuno lo conosco, ma sono parenti e amici, e non credo possano smentire nei fatti la constatazione di Roberto.
Resta da capire (ma mi rendo conto che è un interpretar la sfera di cristallo) se questo sia un destino irreversibile oppure un fenomeno contingente.
Se si accetta come presupposto che chi legge i blog ha un atteggiamento più "attivo" nei confronti dell'informazione, il bivio che si prospetta potrebbe essere questo: un numero sempre maggiore di tali persone oppure un futuro di nicchia, com'è il presente.
Foto by Leonora

domenica 30 marzo 2008

Dieta comunitaria


Sempre a proposito di "comunità" che si crea attraverso i blog, più o meno la mia corrisponde a quelli presenti nel mio aggregatore, tramite feed.
In tutto, al momento, sono 33 blog (di cui una quindicina appartenenti a persone che conosco anche nella vita reale, per amicizia di lungo corso oppure per averli incontrati almeno una volta nella vita reale).
Leggo su un post di Luca Conti che, causa "dieta", sul suo aggregatore è recentemente passato da 402 a 223 feed.
Ricordo che Gaspar, nell'ormai mitico pizza blog in cui ho conosciuto lui e buona parte dei 33 blogger a cui accennavo prima, oltre ad avermi illustrato le virtù dei feed (che per me restavano oggetto misterioso, mentre oggi non saprei farne a meno), nel suo aggregatore ne aveva qualche centinaio.
Mi piacerebbe sapere quanti ne hanno Marco, Frenz, Giovanna, Valentina, Andrea, Elena, Luca, Leonora e tutti gli altri "amici" che passano di qua e se li considerano la loro "comunità".
P.S. Il post di Luca Conti è interessante, poiché parla di tempo perso e guadagnato. Darci una sbirciatina, a mio parere, è tempo guadagnato.

Foto by Leonora


giovedì 27 marzo 2008

ReBABELot


Ieri sera, mentre l'Italia giocava stancamente con la Spagna, ho passato una buona mezz'ora ad aguzzare la vista per leggere i commenti ad un post di Orientalia sul micro schermo del mio smart phone (robusto l'Htc 730 che da un mese, con sforzo economico non indifferente, mi ha regalato Isabella. Stamattina l'ho dimenticato sul tetto dell'auto e sono partito come un somaro con la testa tra le nuvole: me ne sono accorto alla prima curva, sentendo un tonfo e intravedendo dallo specchietto retrovisore pezzi di plastica che volavano. Mi sono fermato, sono sceso, ho bloccato un camion che stava sopraggiungendo, ne ho raccattato i pezzi, l'ho rimontato e - incredibile ma vero - funziona ancora, pur con qualche ammaccatura).
Il post si riferisce alla chiusura temporanea di Blog Babel e ho letto tutti i commenti per cercare di capire qualcosa e farmi un'opinione.
Nonostante lo sforzo dei bulbi oculari, non ce l'ho fatta: ho capito poco e non mi sono fatto un'opinione.
Ne parlo qui, perché i toni mi hanno ricordato un altro sfiancante contenzioso via web, ormai risalente a parecchi mesi fa, sul sito "Vivere a Como", tra il mio amico Marco e un gruppo di persone che tenevano allora un programma a CiaoComo Radio. Oggi come allora mi aveva colpito (in tutti i sensi) la durezza, l'asprezza della polemica, che pregiudicava ogni discussione e dunque confronto.
Allora mi ero fatto l'idea che per andare d'accordo o per trovarlo o per restare serenamente delle proprie opinioni bisognava essere in due e, in ogni caso, pensare di creare concordia in un mondo complesso è difficile, per cui tanto vale non essere troppo permalosi e "scuotere la polvere dai propri sandali", accettando che anche altri la scuotano dai loro, per non dividere nulla con noi.
P.S. In ogni caso, dalla semplice lettura dei commenti, al di là del fatto che alcuni sono più simili al mio modo di esporre le questioni, altri invece risultano più ruvidi (molto più ruvidi), davvero io non mi sono fatto un'opinione su torti e ragioni, trovandone da ambo le parti.
Foto by Leonora

mercoledì 26 marzo 2008

Ad onor del vero


Per quattro giorni muto, poi tre post in un giorno: dei giornalisti proprio non ci si può fidare. A quanto pare neppure di tanti altri. Recentemente (credo di ricordare fosse il giorno di Pasqua, a tavola, con le persone a cui voglio bene) si stava parlando di politica (e sì, da noi si usa ancora parlarne, discutere, accalorarsi) e a un certo punto si è fatta strada la notizia che si vota il 13 e 14 aprile poiché se si fosse votato anche soltanto una settimana prima i parlamentari attuali non avrebbero maturato il diritto a ricevere una (cospicua) pensione.

A questo proposito, pur non essendo mozzarella, di bufala possiamo parlare, come spiega la seguente mail a firma di un'onorevole comasca:


Io sono uno di questi deputati e non mi risulta proprio di aver maturato la pensione se si vota il 13 aprile. Intanto la pensione si matura facendo una legislatura completa (5 anni) e la si prende (dopo la riforma fatta dal primo governo di centrosinistra) all'età pensionabile ( a meno di avere fatto un numero elevato di anni di attività parlamentare, non so esattamente quanti).
Chi non ha fatto una legislatura completa ha il diritto di continuare a versare i contributi fino a completare il periodo di cinque anni purchè il mandato sia durato almeno due anni e sei mesi.
Dato che questa legislatura è durata solo due anni nessun diritto alla pensione è stato acquisito da chi non si ricandida o non sarà eletto. E quanto al non far nulla le assicuro che chi alla Camera fa il proprio dovere (io credo di averlo fatto) la vita è davvero massacrante, tanto è vero che, pur avendo un posto di parlamentare assicurato, ho deciso di non ricandidarmi. Questi messaggi servono solo ad allontanare gli elettori dai loro rappresentanti e questo non fa certo bene alla democrazia italiana.
Cordiali saluti
on. Rosalba Benzoni


Scusate, ma è una precisazione che dovevo ai commensali e anche a me stesso, che nell'averla appresa quasi mi rovinavo la digestione di quel banchetto luculliano che a casa mia, a Pasqua, c'è stato (magna magna sì, però genuino).
Foto by Leonora

L'offerta che si può rifiutare


I media tradizionali sopravviveranno, ma dovranno adeguarsi.
Prendiamo la televisione. Io sono abbonato a Sky e prima ancora lo ero a Stream (passano gli anni: i più giovani non sanno neppure cos'era Stream, ma c'è stato un tempo in cui l'offerta satellitare prevedeva due concorrenti: Tele Più e Stream. Io avevo Stream (che in generale era più "sfigata") perché a Tele Più era abbonato mio cognato e così, insieme, potevamo vedere tutti gli anticipi e posticipi della Serie A e con Stream pure la Champions League)
Attualmente pago 42 euro al mese per vedere i canali Sky di intrattenimento, quelli di informazione, cinema, sport (in pratica, mi manca solo il calcio al completo).
Il tempo che dedico alla tv è ridotto e l'offerta del satellite tanto ricca che la televisione su frequenze analogiche finisco per guardarla pochissimo, anche perché si fa del male da sé, cambiando continuamente i palinsesti e non garantendo certezze nella programmazione, sia per i contenuti sia, soprattutto, per gli orari.
Esempio. Io guardo "I Soprano" sulle reti Mediaset, che ne detengono l'esclusiva (ci sono anche sul satellite, sul canale Cult, ma sono vecchie repliche).
Prima li trasmettevano su Canale 5, in serate "variabili" (nel senso che, anche all'interno della medesima stagione, potevano esser fissati al sabato e poi spostati al martedì, senza preavviso), con un orario da terno al lotto, con cambiamenti e slittamenti anche di mezz'ora o di un'ora rispetto al palinsesto pubblicato dai giornali. Ci sono state persino stagioni annullate prima della puntata conclusiva, senza spiegazione alcuna.
Attualmente "I Soprano" sono stati spostati su Italia 1, il venerdì sera, con orario sempre differente anche se non più ballerino (per il momento, almeno). In compenso, a volte viene proposta una singola puntata, a volte due puntate una di fila all'altra.
Ho fatto l'esempio de "I Soprano", purtroppo è così per molti altri spettacoli, film, telefilm e quant'altro. E si tratta di una televisione commerciale, che dunque al telespettatore dovrebbe offrire un servizio di qualità, per non rischiare di perderlo.
Invece mi hanno perso e, pur spendendo a malincuore 42 euro al mese, non mi pento di avere l'abbonamento a Sky. Se televisione dev'essere, televisione seria sia.
Foto by Leonora

L'equilibrio nell'informazione


Lo so, questo post avrei dovuto scriverlo 4 giorni fa. Recupero ora, anche se in questi giorni noto che l'umanità ne ha fatto serenamente a meno.
Argomento: informazione. Semplicemente per rimandare a tre blogger che ne parlano.

Il primo è Andrea Beggi, che argomenta sul "giornalismo partecipativo".
Il secondo è Roberto Dadda, che riflette sul futuro dei giornali.
Il terzo è Charles Cooper, che (in inglese) parla dell'impatto della tecnologia sui media tradizionali.

L'idea generale che mi sono fatto è questa: il futuro porterà dei cambiamenti, ma essi saranno meno rapidi di quanto si supponeva qualche anno fa e, soprattutto, i media tradizionali non saranno soppiantati, bensì sopravviveranno, trasformandosi ed adeguandosi, senza perdere il nucleo della loro specificità.
Foto by Leonora

venerdì 21 marzo 2008

Post Crucis


C'è un post che scalpita ma che metto in aspettativa (ho in mente cosa dire, a proposito di informazione e tra un paio d'ore - in pausa pranzo - credo di scriverlo e pubblicarlo).
Adesso però qualche riga vorrei spenderla per altro.

In occasione del centesimo post ho citato le molte (non tutte) persone a cui sono grato e che formano una sorta di comunità, di cui mi sento fieramente e lietamente parte (un concetto che ho ripreso commentando un post di Andrea).

Una "comunità" che si è formata per strati:
  • in parte persone già conosciute,

  • in parte casualmente,

  • in parte per proprietà transitiva ("Ho conosciuto Elena che conosceva Valentina che conosce Orientalia"...).

Tra le caratteristiche di questa "comunità", che in parte mi è capitata e in parte mi sono scelto, apprezzo assai il suo essere "eterogenea".

Prendiamo l'argomento religione: non tutti la pensiamo allo stesso modo, molte persone che ammiro sono decisamente critiche, per non dire caustiche o sprezzanti, sull'argomento. Ciò non toglie nulla della stima che provo nei loro confronti, così come non mi vergogno di rendere pubbliche e sostenere le mie opposte convinzioni, nella certezza che gli schemi, utili in molte discipline, nel rapporto umano finiscono con il rivelarsi dannosi, oltre che poveri.

Tutta questa premessa per dire che oggi è Venerdì Santo e io di quel Cristo sulla croce, nonostante i molti passi che mi hanno allontanato dal ragazzo che ero, non me ne scordo.
Foto by Leonora