lunedì 12 ottobre 2009

Una preghiera


Ho sonno, sono stanco e non vedo l'ora di andarmene a letto. Prima però un appunto: stamattina ho conosciuto il papà e la mamma di Paolo, il bambino di undici anni di cui nei giorni scorsi ho scritto. Sono venuti entrambi al giornale, in punta di piedi, per ringraziarmi delle parole che avevo avuto e per raccontarmi chi era il loro figlio, delle tante coincidenze che messe in fila ad una ad una hanno portato al compiersi d'un destino tremendo, dell'affetto di una comunità intera, di decine di amici che si sono stretti a loro, facendo - per usare la loro esatta espressione - da "uovo di protezione". E io me ne sono rimasto lì, affranto e commosso e muto, continuando a ripetere a me stesso che non avrei saputo fare altrettanto, ammirando il loro dolore composto, dignitoso. Ora però che il buio è calato e qui attorno è silenzio, penso a loro due e al vuoto che hanno dentro e che nessun pensiero potrà consolare. Se esiste un Dio, stasera non ha altro posto dove stare che accanto a quell'uomo e a quella donna, glielo deve.
La foto, come tutte le altre in questo blog, è di Leonora

2 commenti:

Pol ha detto...

lontano da Como avevo un sol pensiero: mia figlia... mi accompagnava passo dopo passo, come se avessi indossato un velo di paura sottile, quella paura che va a braccetto con la lontananza... non riesco neppure a immaginare cosa debba essere per quella mamma e per quel papà... se esiste un Dio, e a sentire certe storie verrebbe da rispondere che "no, non può esistere"... ma se esiste, caro Giorgio, ha ragione tu: stasera e per tutte le sere che trascorreranno su questa terra dovrà restare accanto a quei genitori...

Wilma ha detto...

Stamani, arrivando al lavoro, trafelata e arrabbiata con mio figlio che mi fa sempre arrivare tardi, l'ho vista: la mamma di un bambino morto pochi giorni fa di leucemia...Mi vergogno ma avrei voluto cambiare strada. Non sapevo cosa dire, ogni espressione era insulsa, inopportuna, insufficiente. Io che con le parole ci lavoro, "professionista dell'aiuto", come te son rimasta muta. L'ho solo abbracciata in silenzio. Nient'altro.