venerdì 9 dicembre 2011

La stanchezza operosa

Stanco, stanco così non lo sono stato mai. Mai negli ultimi quindici anni almeno. Una stanchezza insieme fisica e mentale, dovuta ai nuovi ritmi, alle pressioni, ai viaggi, alle responsabilità. E' come se la mia testa fosse tutta un ribollire, confuso e insistente.
Calma. Ho bisogno di calma, lucidità. Prendere fiato, vedere luce, far passare pioggia e vento. Non posso spostare una montagna semplicemente caricandomela sulle spalle. Mi fermo. Penso a ciò che già so, che mi ripeto sempre: calma, strategia, visione.
L'ho scritto anche nero su bianco, sul giornale, usando la metafora della nave che non si sposta immediatamente, per far manovra richiede i suoi tempi e a una minima variazione di timone corrisponde magari un cambio di rotta ampio, ma molte miglia più in là. E prima di innestare l'avanti tutta occorre riflettere bene, considerando che poi non si frena d'un colpo o si può mettere la retromarcia come su un'auto, all'istante.
Lo scrivo qui, perché non mi sono mai vergognato delle mie debolezze. Credo che confessarle sia il secondo passo sulla via per superarle. Il primo è ammetterle.
Ora mi aspetta un fine settimana senza cellulare che trilla, senza pagine da passare, decisioni da prendere. Posso riflettere, leggere, ragionare. E sorridere, anche se di sorridere non ho mai smesso in questi giorni, perché faccio un mestiere che mi assomiglia e con persone che stimo, con le quali posso crescere. Quanto è diversa la stanchezza di questi giorni, tutta operativa, da quella greve, inerme, con le mani legate, che mi assillava quando le cose non andavano bene, quando mi mancava l'aria perché avrei voluto fare e invece dovevo frenarmi. In questo senso, anche s'è dicembre, mi sembra già estate.

Foto by Leonora

3 commenti:

magnum ha detto...

L'impegno in una nuova avventura e' piu' stressante si e' sotto le attenzioni di persone estranee e si vuole dare prova del proprio valore.
Poi tutto diventa si spera piu'sopportabile.....forza....

Natale Carelli ha detto...

Ricevere ordini è più semplice che darli!la volontà, la passione e l'amore del proprio lavoro permetterà di superare le difficoltà del momento. Fai un bel sospiro e ....... vedrai che le difficoltà si supereranno. Ciao e buon lavoro.

Anonimo ha detto...

...questi dispensatori di consigli..va bé..
Grazie Giorgio, per la passione che fai trasparire, per la strada che descrivi: riflettere, leggere, ragionare, ma ancor più sorridere..

teo