domenica 9 ottobre 2011

Giuliano e la figlia di Micol

La forma è solo apparenza, dice la figlia di Micol, e nelle ricorrenze importanti si ostina a voler indossare jeans e scarpe da tennis invece di ballerine e gonna. Tempo un anno, forse due, cambierà idea, spero non la sostanza.
Questa purezza mi riconcilia con le cose belle della vita.
Stamattina mi era saltata la mosca al naso, leggendo "Il foglio" e l'articolo di fondo di Giuliano Ferrara, che ogni tre per due indossa i panni (larghi) del difensore della immorale pubblica firmandosi "un ateo devoto", che poi sarebbe come scrivere un libertino casto o un goloso inappetente. E guai a dirglielo, perché non soltanto lui s'incavola, tacciando l'obiettore di ottuso oscurantismo, di perbenismo ipocrita, ma pure per quelli del suo stesso circolo sei un tagliato fuori, un tonto con gli zoccoli ai piedi e il mantello da villano, da compatire e irridere non riuscendo a cogliere quella straordinaria intelligenza che dal Giuliano stesso promana.
Io, di quell'intelligenza (ch'è poi anche quella di un D'Alema), non so proprio che farmene, tanto vale che se la tenga, perché tanto è solo apparenza mentre mi piace quella genuina, spontanea, intuitiva della figlia di Micol, ch'è tutta sostanza.

Foto by Leonora

1 commento:

Natale Carelli ha detto...

Mi auguro che leggi il "Il Foglio" solo per dovere di servizio! il suo direttore si erge a paladino al di sopra di tutto e di tutti, tralascinado un piccolo particolare: "che la sua penna è sempre stata al servizio del potente di turno". Una cosa che farei fra le tante cose, è quella di tagliare i sovvenzionamenti alla stampa, i giornali devono vivere solo grazie ai suoi lettori e non grazie ai denari di tutta la collettività.