sabato 8 ottobre 2011

Il teorema di Marchionne

E' stata una bella serata, quella della cresima di Giorgia.
Della cerimonia non parlo, essendo un'esperienza personale e intimissima di chi la vive.
Il momento conviviale successivo invece è stato degno della fortuna che abbiamo: avere, essere una famiglia numerosa.
Casa nostra era piena di gente, ma non è questo che di per sé ha reso la serata speciale, unica. La differenza l'ha fatta, come sempre, il clima. Di gioia, di semplicità, di affetto, di buona compagnia. Il regalo più bello che Giorgia potesse ricevere, l'unico che resisterà all'usura e al logorio del tempo che passa.
Archivio il quadretto domestico e rispolvero un pensiero che mi ronza nella testa da quando ho letto "L'Espresso" della scorsa settimana, con un ritratto di Marchionne, l'amministratore delegato della Fiat. Più dei titoli, delle foto e dei sommari, mi ha colpito una frase tra le tante, una dichiarazione che lo stesso manager aveva rilasciato quando era da pochi mesi alla guida del colosso industriale italiano. "Salvare la Fiat - disse - richiede uno sforzo intellettuale com'è possibile avvenga una sola volta nella vita".
Che non tutto proceda per routine, che la bravura non sia uno stampo da utilizzare in qualsiasi circostanza, che il successo dipenda non tanto o non solo da un'abilità diffusa e tale da poter esser replicata, bensì che si tratti in qualche modo di un'opera unica, mi ha colpito parecchio.
Mi ha ricordato la matematica, o la fisica, con exploit che riescono una volta sola, di solito in età verdissima, mentre il resto della carriera trascorre sì nell'eccellenza, ma un'eccellenza priva di genialità, di scoperta.
E visto che come sempre rivedo a specchio su me stesso le altrui vicende della vita, mi sono domandato se anche a me capiterà di dover prima o poi affrontare un'esperienza che richieda uno sforzo intellettuale unico, irripetibile.
Non so se una risposta esista o se occorra più tempo per pensarci, ma non l'ho ancora trovata. Però qualcosa cova.

Foto by Leonora

1 commento:

Pol ha detto...

il problema è che non può essere solo uno sforzo intellettuale. Ma dev'essere uno sforzo globale: mente, CUORE (importantissimo, senza cuore non si vive), polmoni, fegato, stomaco, nervi da contrarre in sorrisi... ti capiterà? forse dipende solo da te... no?