giovedì 18 agosto 2011

La bella estate (scoperta con la grafite)



Ci sono persone che sorridono con gli occhi. L'avete mai notato? Oggi ne ho incontrata una, che avrà avuto vent'anni appena e aveva proprio quell'espressione che si illumina, in cui il sorriso non si trattiene, promana, sprizza, accende tutto, corpo mente anima.

Ero in un negozio, stavo pagando, e mentre attendevo il resto ci ho pensato per un istante, poi gliel'ho detto, così, a bruciapelo: "Hai proprio una faccia simpatica". Il suo viso s'è velato di rosso, per lo stupore, non per l'imbarazzo, avendo capito che era un'espressione spontanea, disinteressata, a immagine e somiglianza di quel suo sorriso che, ne sono certo, aiuta ad affrontare meglio la vita.

Ne discutevo ieri sera con Isabella: per una serie di motivi non è stata un'estate "goduta". Sarà colpa del tempo o degli impegni difficili da coordinare fra tutta la famiglia o questo mio lavoro che mi porta dodici ore su ventiquattro lontano da casa e le restanti dodici con la testa che ancora mastica e rumina o la programmazione sbagliata, presa troppo sotto gamba, oppure - ed è il pensiero che quest'oggi mi martella - siamo semplicemente noi ad avere alzato la soglia, a non accontentarci più del buono, a pretendere sempre di più, in una società che ci ha educati non tanto all'opulenza, quanto all'appetito costante, a una fame di emozioni, di novità, che alla fine per paradosso ci divora.

Faccio un esame di coscienza. Sì, è vero, mi sono organizzato male. Sì, è vero, c'erano tanti impegni, soprattutto dei ragazzi. Sì, è vero, non ci ho pensato abbastanza. Sì, è vero, ho un carattere egoista, che quando ha una priorità tutto il resto può mancare e non faccio una piega. Sì, è vero, il lavoro - per una serie di circostanze - quest'anno è stato un gerlo in spalla.

Però, a saper guardare oltre l'apparenza, ci sono state cose di cui andare fiero e che hanno reso questa stagione bella, oltre che unica. Penso ai contatti con le altre persone, con gli amici di sempre e anche a quelli di fresca data. Abbiamo cenato o pranzato non spesso, insieme, ma più di frequente rispetto agli anni precedenti. Ci siamo tenuti in contatto. Poi ho tenuto una disciplina ferrea, non lasciandomi tentare eccessivamente da ozio, vizi e lassismo. E ho scritto molto, qui, sul blog, scambiando opinioni e non soltanto incidendo frasi su una lapide muta. E anche la settimana di vacanza è stata bellissima, superiore alla media già alta.

Mi fermo qui, ma sono certo che potrei continuare, scoprendo un mondo di bene, se facessi come quando su un foglio bianco si sparge polvere di grafite e dal nulla spunta un disegno, un'immagine ignorata prima. Ecco, in questi giorni voglio procurarmi una manciata di grafite, per scorgere ciò che gli occhi d'acchito non vedono e continuare a sorridere anch'io, con gli occhi.


Foto by Leonora

1 commento:

Natale Carelli ha detto...

Se dovessi raccontare la mia estate, dovrei dire che è la prima da "pensionato" anche se non mi identifico in quella parola; dovrei dire che è la prima estate che trascorro tra quattro mura a causa di una brutta frattura al menisco;
dovrei dire che è la prima che trascorro senza il mio Riccardo in vacanza a Stromboli per un mese;
dovrei dire che è la prima che trascorro dialogando con un amico attraverso il web;
dovrei dire che è la prima estate che trascorro "intensamente" con i miei due cagnolini che non mi lasciano un secondo! che dire, tutto sommato è una grande estate!