giovedì 8 novembre 2007

Second life, first conference


Dopo settimane d’inerzia, finalmente ho riscoperto il gusto di leggere un romanzo. Ieri sera ho tolto dallo scaffale una vecchia edizione de “Il diavolo in corpo” del francese Raymond Radiguet, amico di Jean Cocteau, nato ad inizio Novecento, morto a ventidue anni dopo aver scritto opere pregevoli e vissuto giorni inquieti. Essendo breve, l’ho quasi terminato, ma oggi non ne parlerò.
Preferisco continuare il discorso iniziato ieri, parlando del confronto fra cittadini informati e giornalisti indaffarati.
Nel blog di Gaspar (nota bene: sia Valentina, di cui scrivevo ieri, sia Gaspar sono di Como: altro che città morta. Sovente siamo noi i “morti”, che non sappiamo raccontarla…) leggo il resoconto del dialogo sul futuro dell’informazione, a cui ha partecipato anche Massimo Razzi, vice direttore di Repubblica (incontro che si è svolto su Second Life). Ottimo anche il riassunto su Webgol di Antonio Sofi.
Molti gli spunti interessanti. Ne segnalo due.
Primo: il modello di business tramite pubblicità on line è sostenibile oppure no.
Secondo: a fronte delle centinaia di giornalisti che lavorano a "Repubblica" per produrre il giornale cartaceo, nella redazione web sono poche decine.

Solo una nota a margine: a me risulta che ai giornalisti del gruppo L’espresso - Repubblica, primo caso in Italia, sia già stato inserito nel contratto una sorta di riconoscimento per l’impegno profuso nello sviluppo della sezione web. Se qualcuno avesse notizie a riguardo, sarei grato volesse segnalarmelo.
Intanto, sul tema informazione e futuro, segnalo l'evento Web 2.0 Expo di Berlino, che seguo attraverso i blog di Luca Conti, ma anche di Luca Zappa (un altro comasco!)

1 commento:

Elena ha detto...

potresti partecipare anche tu agli incontri ;) fammi un fischio che ti spiego come si fa!