Se mi aiuterai ad avere cura di te…
Se mi guarderai dritto negli occhi e dritta negli occhi ti lascerei guardare…
Se avrai pazienza e mi terrai abbracciato, pelle a pelle, prendendoci il tempo per respirare…
Se sentirai corpo e mente in sincronia, come un batter di timpani e tamburi…
Se avrai curiosità, desiderio di esplorare…
Se lascerai fuori dalla porta esitazioni e pregiudizi…
Se ti abbandonerai per almeno un istante ai sensi, alla parte più istintiva, quella radicata in noi e che sopravvive, da milioni di anni…
Se vivrai l’attimo, senza null’altro contare…
Se ascolterai il tuo cuore e l’unica bussola sarà lo stare bene…
Allora e solo allora sarà un dono e una fortuna memorabile questo giorno che viene, in cui ci apriremo uno all’altra, dentro una parentesi.
Se mi guarderai dritto negli occhi e dritta negli occhi ti lascerei guardare…
Se avrai pazienza e mi terrai abbracciato, pelle a pelle, prendendoci il tempo per respirare…
Se sentirai corpo e mente in sincronia, come un batter di timpani e tamburi…
Se avrai curiosità, desiderio di esplorare…
Se lascerai fuori dalla porta esitazioni e pregiudizi…
Se ti abbandonerai per almeno un istante ai sensi, alla parte più istintiva, quella radicata in noi e che sopravvive, da milioni di anni…
Se vivrai l’attimo, senza null’altro contare…
Se ascolterai il tuo cuore e l’unica bussola sarà lo stare bene…
Allora e solo allora sarà un dono e una fortuna memorabile questo giorno che viene, in cui ci apriremo uno all’altra, dentro una parentesi.
P.S. Se avessi due vite in dono, sussurrerei all’orecchio queste parole, che prendono spunto e ritmo da una poesia che adoro (“If” di Rudyard Kipling), immaginando però di dedicarla non a un figlio, bensì qualcuno che si è scelto, vestendo per una volta panni che non m’appartengono: quelli di scrittore.





