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domenica 1 ottobre 2023

Restaurazione d'ottobre (Tra il dire e il fare)

Un post al giorno. A ottobre cerco sempre di farlo e pure quest'anno, nonostante fossi intenzionato a lasciar perdere, a interrompere un'abitudine cominciata per gioco, per sfida a me stesso.
Non scordando da dove sono partito: la convinzione che lasciare traccia ogni giorno conservando varietà, originalità, buon gusto sia impresa da geni, dunque fuori dalla portata del sottoscritto.
Ciò nonostante lo ripropongo, innanzi tutto come esercizio, considerato che tra le molte lacune che ho, la maggiore è certamente l'incapacità di tradurre in pratica quanto penso, di colmare la distanza tra il dire e il fare, che in me assume le proporzioni d'un oceano.

P.S. Ci sono due modi per guardare a se stessi: con eccessiva indulgenza e con pari durezza. Lascio sospeso perciò il giudizio su quante riportato in queste pagine, che può apparire poca cosa per me (e certo lo è), ma nel contempo non dispiacere a qualcun altro, per quell'insondabile mistero che, se preso a piccole dosi, può sembrare illuminante persino il banale, l'ovvio.

sabato 1 ottobre 2022

Campata lunga (Il bello dell'impastare)

La campata è stata lunga, un mese e oltre senza traccia, qui, metà accidente e metà scelta, in settimane in cui non sono mancate giornate straordinariamente belle, così come alcune grame, senza però tragicità o colpi mortali al petto.
In generale, visto da qui, è anche questo un tempo sospeso, di poca lucidità mentale, in cui la quotidianità fa premio su una visione più ampia.
Archivio velocemente le premesse, nel giorno esatto del quindicesimo compleanno di questo blog, per venire al punto: la volontà di ripetere pure quest'anno lo sforzo degli anni scorsi, non lasciando alcun giorno del mese d'ottobre senza un piccolo scritto, una briciola di Pollicino. Facendo leva sul mestiere più che sull'urgenza di esprimere qualcosa, lo ammetto, convinto tuttora - come sempre - che nulla di nuovo scriviamo: semmai, possiamo essere bravi a impastare con mani diverse farina vecchia, concedendole utilità, oltre che gusto.

P.S. Ho scritto di momenti belli e altri meno. Tra i primi, senza dubbio i giorni a Lampedusa. Non tanto per la vita sull'isola, che mi ha un po' deluso per un eccesso di attenzione al turismo, che si traduce come uno spremere, tutto. Piuttosto per la meraviglia naturale di certi scorci, che restano incantevoli, nonostante lo stupro dell'essere umano.

giovedì 1 ottobre 2020

Un ponte (Tra noi)

Ho fatto tredici e non ho vinto nulla. O forse è proprio il contrario: il valore più concreto di questi ultimi anni consiste nella leggerezza delle parole, il filo ininterrotto che attraverso questo blog unisce noi, oltre la persona che ero con quella che nel frattempo sono diventato.
Quattromilasettecentoquarantasette giorni, mille post, un milione di parole almeno.
Il resoconto spiccio di un panorama ampio.
Era il primo ottobre del 2007 quando ho iniziato, con determinazione, cercando di non dare peso alla volubilità che mi accompagna spesso, confidando nella caparbietà del seminatore che nei geni evidentemente in dote porto.
È stato proprio così, non ho mai ceduto.
Sono stato talvolta in letargo, altri mesi ho scritto con regolarità, l'anno scorso - per il dodicesimo anniversario - ho fatto in modo che ogni giorno di ottobre avesse una traccia qui, un pensiero.
Un ponte, tra noi.
Un post al giorno per tutto il mese, il proposito che mi piacerebbe rinnovare quest'anno.
Un impegno che prendo, innanzi tutto con me stesso e per chi mi segue con stima, oltre che con affetto.
Il medesimo affetto e l'identica stima che provo io per tutti voi, che passate di qui e da tredici anni mi fate da finestra e da specchio.