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mercoledì 14 ottobre 2020

Non indossiamo maschere (Lo siamo)

"Garbato", "pacato", "riflessivo"...
Dovrebbero essere complimenti e in effetti credo mi rappresentino, almeno la parte pubblica di me stesso, quella che emerge da ciò che scrivo e anche dagli incontri di persona, mentre con gli amici più intimi e soprattutto in famiglia sono assai più sanguigno, impaziente, irascibile persino. Proprio poiché mi conosco e so che esiste un lato oscuro della forza non me la prendo sia quando qualcuno in buona fede usa espressioni che in realtà stridono ("hai un atteggiamento clericale in tutte le questioni"), sia quando viene fatta ironia o sarcasmo, sostituendo al "garbato" un "ruffiano" e al "riflessivo" un "furbetto".

P.S. Le parole qui sopra le scrivevo anni fa, le ho ritrovate ieri l'altro, per caso, in un appunto per un post mai pubblicato. Nella sostanza non sono cambiato, diventando forse più disilluso e a tratti cinico, pur se di rado rinuncio a un modo di pormi pacato. Il tono definisce la persona, almeno com'è percepita, all'esterno. Non indossiamo maschere, lo siamo.

domenica 9 ottobre 2011

Giuliano e la figlia di Micol

La forma è solo apparenza, dice la figlia di Micol, e nelle ricorrenze importanti si ostina a voler indossare jeans e scarpe da tennis invece di ballerine e gonna. Tempo un anno, forse due, cambierà idea, spero non la sostanza.
Questa purezza mi riconcilia con le cose belle della vita.
Stamattina mi era saltata la mosca al naso, leggendo "Il foglio" e l'articolo di fondo di Giuliano Ferrara, che ogni tre per due indossa i panni (larghi) del difensore della immorale pubblica firmandosi "un ateo devoto", che poi sarebbe come scrivere un libertino casto o un goloso inappetente. E guai a dirglielo, perché non soltanto lui s'incavola, tacciando l'obiettore di ottuso oscurantismo, di perbenismo ipocrita, ma pure per quelli del suo stesso circolo sei un tagliato fuori, un tonto con gli zoccoli ai piedi e il mantello da villano, da compatire e irridere non riuscendo a cogliere quella straordinaria intelligenza che dal Giuliano stesso promana.
Io, di quell'intelligenza (ch'è poi anche quella di un D'Alema), non so proprio che farmene, tanto vale che se la tenga, perché tanto è solo apparenza mentre mi piace quella genuina, spontanea, intuitiva della figlia di Micol, ch'è tutta sostanza.

Foto by Leonora