Mancano poche ore e segnerò sull'impugnatura della pistola un'altra tacca. La segnerei, cioè, se avessi una pistola e sapessi incidere una tacca, ma sono pacifista e recentemente ho anche smarrito una manualità d'artigiano che a sorpresa avevo dimostrato tra venticinque e i quaranta.
Via un anno, un altro, archiviato in fretta e furia, pronto a prendere di petto quello nuovo, che chissà perché mi inquieta. Non so cosa direbbe Freud (perché mai dovrebbe poi dire qualche cosa) a commento di questa propensione a provare più nostalgia per ciò che non c'è più rispetto al desiderio di avventura per quello che mi aspetta. Stasera mi aspetta un San Silvestro spartano per lo stomaco, ma di eccezionale suggestione visiva. Con un manipolo di parenti e amici coraggiosi salieremo a mezza costa su una montagna e a mezzanotte contempleremo il panorama, con il buio punteggiato di luci e botti in lontananza. L'anno scorso avevamo scelto il Baradello, l'anno prima il Pin Umbréla, quest'anno la Croce dell'Uomo, sopra Cernobbio, ma salendo dalla Svizzera.
Sarà là, tra un brindisi con il prosecco e un sorso di vin brulé fatto in caso, che vi penserò tutti, augurandovi per il nuovo anno serenità e fortuna.
Venti righe. Indro Montanelli sosteneva che in venti righe si può raccontare tutto. Bastano tre parole invece per spiegare le ragioni di questo blog: comunicare, in libertà. Per il resto, vale per me ciò che scrisse Jorge Luis Borges, "I miei limiti personali e la mia curiosità lasciano qui la loro testimonianza".
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martedì 31 dicembre 2013
sabato 31 dicembre 2011
Dodici auguri (più uno) per il 2012
Che sia un anno di pioggia senza disastri e di sole mite; di silenzi e di quiete del cuore, che quando ti siedi non ti vien voglia di alzarti e quando ti alzi di sederti; di parole semplici, dette senza pensarci né troppo né poco, schiette; di buone letture di libri ma anche di frasi rubate come quella di Shauna Niequist che ho appena letto sul profilo di Michela e che mi ha ricordato una cosa squisita: i mandarini freddi; di lenzuola pulite che odorano di bucato e di fiori freschi sul tavolo; di mani tese e riempite senza bisogno di chiedere; di fiducia nell'altro e ottimismo, perché possono toglierci tutto tranne ciò che siamo veramente; di pranzi insieme e qualcuno anche da soli, masticando piano e gustando il sapore di ciò che si mette sotto i denti; di stanze imbiancate e quadri appesi in posti diversi, per abituarci a cambiare; di figli maschi e anche femmine; di sguardi, alcuni rubati; di complimenti, come quello stupendo che mi ha fatto martedì David, quando mi ha detto che io "so tenere insieme le persone"; di ricordi e dimenticanze e della parola fine, quando occorre, sempre meglio un istante prima che dopo, ch'è tardi.Buon 2012, a tutti.
Foto by Leonora
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