Venti righe. Indro Montanelli sosteneva che in venti righe si può raccontare tutto. Bastano tre parole invece per spiegare le ragioni di questo blog: comunicare, in libertà. Per il resto, vale per me ciò che scrisse Jorge Luis Borges, "I miei limiti personali e la mia curiosità lasciano qui la loro testimonianza".
Visualizzazione post con etichetta cibo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cibo. Mostra tutti i post
venerdì 11 ottobre 2019
Prendere la pace per la gola (Conoscere per convivere)
I prezzi sono da mordi e soprattutto fuggi, da fiera. Per tacer del caos, della qualità non eccelsa di molte pietanze e di buona parte della chincaglieria.
Eppure ogni volta che passo per "Mercatanti", la rassegna di bancarelle in centro a Bergamo bassa penso che dovrebbero dedicarvi un piccolo monumento o almeno una targa ricordo, a futura memoria.
E' così infatti che una provincia in cui un abitante su due viene additato come discriminante, poiché vota Lega, mostra il suo lato più vero, genuino. E lo fa in un modo semplice: lodando in cuor suo e mangiando ogni domenica, se può, casoncelli o polenta, ma assediando e facendo razzia di cibo turco, indiano, greco, brasiliano, caraibico, per non parlar delle prelibatezze siciliane, liguri, abruzzesi toscane e chi più regioni ha più ne metta.
Un gesto da poco, si potrebbe pensare. Invece al giorno d'oggi vale più di una lezione magistrale, di una predica dal pulpito, persino di un "Porta a porta".
Perché attraverso la gola, il gusto, il palato, scatta una molla, la scintilla per una reciproca conoscenza. Conoscenza e riconoscimento di "bontà" che è la prima e forse unica chiave che apre la porta di una pacifica e civile convivenza.
sabato 7 giugno 2014
Naxos, Castelmola, Letojanni: dove mangiar bene (e spendere giusto)
![]() |
| Foto by Leonora |
Prima sera: Trattoria di Za Mela, Naxos. Pochi piatti, prezzi contenuti. Ottimo e vario l'antipasto, buoni ma non eccezionali i primi (pasta alla Norma e linguine al nero di seppia), squisito il filetto di sogliola alla siciliana.
Seconda sera: Ristorante da Nino, Letojanni. Posto più caro ma anche assai più assortito, con una terrazza a sbalzo sulla spiaggia. Ottimo il pesce, freschissimo, deliziosi i primi, un risotto ai frutti di mare e spaghetti alle vongole.
Terza sera: Bar Gallo Cedrone, Castelmola. Locale caratteristico, di quelli che appunto si leggono nei libri di Camilleri, con un'anziana signora a servire in tavola e un cuoco tuttofare che cucina "en plein air" (fuor di metafora: in una minuscola cucina, affacciata allo stretto balcone dove sedevamo). Vista incantevole, sull'Etna e sul mare che lambisce la costa. Menù casalingo, squisito per palati non sofisticati come il mio. Ottima pure la pizza, anche se cotta nel forno elettrico. Consiglio ogni pietanza contentente le melanzane, divine, cotte in padella con olio cambiato ogni volta e lasciate a sgocciolare, prima di essere messe nei sughi e fatte saltare in padella.
Quarta sera: Enoteca 'A Putia, Naxos. Un paradiso. Sterminata scelta di vini, di tutti i prezzi (io ho optato per un Etna Rosso, ma con dieci euro si potevano avere bottiglie di pregiato Sirah, Nero d'Avola, Cerasuolo). Piatti cucinati benissimo e presentati al meglio. Sublime, al punto che mi sono quasi commosso nell'assaggiarla, la caponata con pesce spada, che il titolare aveva preparato quello stesso pomeriggio. Ne sono rimasto tanto contento che invece del dolce me ne sono fatto servire un'altro piatto, sapendo che difficilmente vi tornerò presto.
P.S. Per quest'ultimo posto ringrazio la segnalazione del collega Vito, che a Naxos è nato e cresciuto.
lunedì 25 luglio 2011
Il ContaGoggiole: calorie, figli, dieta

Un papà col contaGocciole. Tra i motivi per cui Giovanni mi spedirà in casa di riposo, in spregio all'amore filiale e in risposta al padre lagnoso, borbottone e impaziente che sono, ci saranno le storie che faccio a tavola, quando non sopporto che sia a immagine e somiglianza di me bambino. Peggio, anzi, ero io: che mangiavo tre cose in tutto e sono cresciuto fino a venticinque anni a caffélatte con i biscotti, la sera, e un panino col prosciutto (senza grasso!). Poi però sono cambiato e mi si è dischiuso un mondo di gusto, oltre che di sostanza. A differenza di Giacomo (che tuttavia ora sta peggiorando, diventando anch'egli un poco schizzinoso, ma da piccolo era onnivoro) e di Giorgia (che assaggia tutto), Giovanni fa i capricci e arriccia il naso, frignando qualsiasi cosa gli si metta nel piatto. Per fortuna Isabella è paziente, perché fosse per me lo terrei a digiuno, finché si fa passare i vizi. Scrivo "vizi" perché di questo si tratta, perché se avesse riserva per qualche alimento lo tollererei (non sono la signora Rottermeier e io stesso conservo memoria del bimbo che sono stato), mentre il capriccio è soltanto una degenerazione dell'abbondanza. Sta di fatto che, oltre a essere schizzinoso, Giovanni ha accumulato un paio di chili di troppo. Non è ciccio, ma prima che lo diventi - da rompiscatole quale sono - ho messo in guardia Isabella e mia madre, con quella delicatezza che nelle relazioni parentali strette mi distingue: sollevando spettri inquietanti, di bambini diventati nel volgere di poche settimane completamente sferici, a causa della leggerezza con cui mamme e nonne li rimpinzano, causando danni epocali, paragonabili soltanto a quelli delle radiazioni nucleari. Detto ciò, completamente ignorato nella quasi totalità delle mie richieste draconiane, l'unica cosa che sono riuscito a ottenere è la limitazione dei biscotti al mattino, i quali biscotti sono esclusivamente le Gocciole Pavesi, che Giovanni pretende in versione originale e non una delle tante imitazioni sottomarca, oltre che perfettamente integre (non so ora, ma fino a qualche tempo fa, i biscotti che nella confezione trovava spezzati li scartava, destinandoli ad altri commensali). "Non più di sei!" ho tuonato, ottenendo lo scetticismo di Isabella, che fa rispettare la regola, e l'approvazione di mia madre, che nel concreto la disattende beatamente. Al mare, in vacanza, c'è stato uno sviluppo, perché non avendo altro da fare mi sono soffermato sulle informazioni riportate sulle confezioni, scoprendo che una Gocciola porta con sé un fardello di ben 45 calorie, a fronte delle 28 di un singolo Galletto (segnalo un sito assai interessante, per sapere quante calorie hanno gli alimenti confezionati che compriamo: www.calorie.it ). Apriti cielo! La battaglia dunque è ripartita, con maggior vigore e inflessibilità da parte mia e annoiata sufficienza di mamma e nonna di Giovanni. Che ora dorme. Forse sognando il momento in cui potrà ricambiare la mia austera severità pan per focaccia. A proposito di pane e focaccia, ora spengo il computer, perché di là, in cucina, ci dev'essere il barattolo di Nutella che abbiamo riportato dalla vacanza. Sarà meglio che lo finisca prima che lo trovino Giacomo e Giovanni (a Giorgia, incredibile, la Nutella non piace). Ci sono sacrifici a cui un genitore non può rinunciare...
P.S. Un cucchiaino di Nutella ha le stesse calorie di una Gocciola: 45. In casa mia l'ho bandita, perché - forte nei propositi quanto debole nella pratica - se la trovo ne mangio mezzo barattolo per volta. Ma non ditelo a Giovanni. Tanto lo sa già.
Foto by Leonora
Iscriviti a:
Post (Atom)

