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sabato 11 aprile 2026

Diciamoci tutto (Almeno tra noi)

In latino si chiama “confiteor” ed è l’atto penitenziale che si proclama insieme, in coro, all’inizio della messa: «Confesso a Dio padre onnipotente e a voi fratelli…».
Mi accontenterei di farlo tra me e me, davanti a uno specchio: confessarsi tutto, anche ciò che c’è di brutto, dirsi la verità, dare nome e contorno a pulsioni, desideri, istinti. Dovrebbe essere un esercizio quotidiano, senza limitare i pensieri, accettandosi per ciò che si è, riconoscendosi e così conoscendosi, nel profondo.
Ammettere a se stessi di provare anche ciò che convenzione è storto è il primo passo per contenerlo, scremando tutto ciò che si ritiene vero e lasciando ipocrisie, falsità, perbenismo fuori dal cancello.
Per farlo, occorre innanzi tutto coraggio. E un abbondante senso d’indulgenza, un volersi bene che ha come unico limite la libertà e il diritto dell’altro a ricercare e ottenere lo stesso.
Guardarsi, considerarsi, rivelare a se stessi, accettarsi… Esercizi quotidiani di consapevolezza, un buon modo per trovare pace ed essere sereni, non schiacciati o soffocati da un peso, da un sentimento di inadeguatezza, considerandosi mai all’altezza o meritevoli del peggio e riuscendo così a provare indulgenza anche per l’altro, per limiti, errori, inciampi che ci sono stati o si avranno, essendo nessuno perfetto.

P.S. Immagino che mi stai ad ascoltare con quei tuoi occhi chiari, con il guizzo di sguardo di chi intuisce che sono parole che ci riguardano, in prima persona plurale, tutti, pur quando non se ne coglie pienamente la portata, il senso. Viviamo spesso di corsa, sfiorando tutto in superficie, senza addentrarci nel profondo, quello vero. Eppure basterebbe poco, avendo cura ogni giorno di coltivare la coscienza, come fosse un giardino.

sabato 28 marzo 2026

Non ho mai (Qualcosa di me)

Non ho mai preso un'ubriacatura degna di tale nome.
Non ho mai avuto il coraggio di lasciare il lavoro, anche quando mi stava stretto.
Non ho mai baciato un uomo.
Non ho mai fatto l'amore con più di una persona per volta.
Non ho mai messo il pane capovolto sulla tavola.
Non ho mai dato una sberla ai miei figli.
Non ho mai assaggiato le ostriche, il formaggio che puzza, i nervetti, il kebab.
Non ho mai avuto l'ardire, l’ispirazione di scrivere un libro.
Non ho mai fatto un acquisto "follia".
Non ho mai comprato un orologio costoso.
Non ho mai conosciuto qualcuno senza difetti.
Non ho mai forzato la mano a una donna.
Non ho mai raggiunto una vetta oltre i tremila. 
Non ho mai mentito senza sentirmi in colpa.
Non ho mai detto terminato "I fratelli Karamazov".
Non ho mai sopportato Cruciani e la Zanzara.
Non ho mai pensato di fare un'assicurazione sulla vita.
Non ho mai preso in considerazione l'idea di vendere casa mia, quella di famiglia.
Non ho mai messo la freccia per entrare o uscire da una rotatoria.
Non ho mai fatto il bagno in mare senza maledire l'acqua fredda.
Non ho mai considerato valida la "regola dell'amico" (non desiderare la donna del tuo amico).
Non ho mai desiderato la donna di un mio vero amico.
Non ho mai sopportato i forti con i deboli e i deboli con i forti.
Non ho mai votato per partiti estremisti.
Non ho mai imparato matematica.
Non ho mai provato il vizio capitale dell'invidia.
Non ho mai considerato un vero vizio capitale la lussuria e la gola.
Non ho mai affrontato un lungo viaggio senza pentirmene al momento della partenza.
Non ho mai capito perché quando poi torno sono felice di essere stato via (ma pure di essere tornato).
Non ho mai avuto ricoveri in ospedale (tranne a tre anni, per la tonsille).
Non ho mai giocato d’azzardo.
Non ho mai corteggiato una collega di cui ero il capo.
Non ho mai messo, negli ultimi cinquant'anni, i calzoni lunghi del pigiama.
Non ho mai assunto alcun tipo dì droga, né fumato sigarette. 
Non ho mai pagato per avere in cambio sesso, né sono stato mai pagato.
Non ho mai voluto tenere i miei figli in una campana di vetro.
Non ho mai considerato il denaro un fine, anche se non riesco a usarlo (specialmente le piccole somme) con la lievità di chi sa che è soltanto strumento.
Non ho mai detto parolacce senza pentirmene un secondo dopo, caxxo! (Ops…)

P.S. Non ho mai pensato che con i "Non ho mai..." si possa conoscere l'essenza di una persona.
Qualche tratto tuttavia sì.
L'elenco l'ho fatto per gioco ed è ampliamente incompleto, ma può considerarsi un biglietto da visita meno asciutto di quello tradizionale. E chissà che, per contagio, qualcuno lo possa imitare, mettendo nero su bianco i propri "non ho mai", così da poterseli poi scambiare.