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| Foto by Leonora |
La mia vecchiaia la immagino così e immaginandola un po' già la vivo, sapendo che manca molto, ma meno di quanto poi sembrerà il giorno in cui vi giungerò, avendo corso tanto, sovente in apnea, rincorrendo obiettivi che oggi paiono vitali mentre nulla c'entrano con l'essenziale, con ciò che conta davvero per un essere umano.
So che non rimpiangerò gli anni passati, avendoli vissuti appieno, che apprezzerò il silenzio, che continuerò a fare quello che mi piace e che occorrerà uno sforzo di cui forse non sono capace per segnare il confine e per uscire di scena, per produrre uno scostamento tra ciò che sono sempre stato, che sono tuttora, e ciò che dovrò diventare, se il cielo me lo consentirà: un uomo al crepuscolo (sperando di conservare di quell'ora i colori stupendi, il senso di pienezza del giorno, la temperatura migliore rispetto alle ore che seguono o lo precedono). Adesso come adesso non credo di esserne capace, tuttavia ritengo sia possibile - quasi certo - che quando verrà il momento la biologia riuscirà a scalfire l'ostinazione, a farmi capire che l'ultima campana è suonata e che potrà durare poco o a lungo, in ogni caso non ne seguirà un'altra, almeno in questo mondo.
Chi volesse farmi compagnia, quando giungerà quel giorno, sarà benedetto. Non si accettano tuttavia prenotazioni: quando verrà il momento basterà presentarsi all'uscio e suonare la campanella all'ingresso, sapendo che non mancheranno cortesia ed accoglienza, oltre che una bottiglia di vino rosso, in cantina, o di bianco, in frigorifero.
