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venerdì 7 ottobre 2022

Ben venuti (Manuale di accoglienza turistica)

“Felice la casa che ospita un amico.”
(Ralph Waldo Emerson)

Lampedusa e il Salento confinano, nonostante ci sia un mare di mezzo.
Il Salento e Lampedusa, d’un lato, sul versante opposto Sicilia, Napoli, Umbria, Abruzzo.
Nella classifica dei “miei” luoghi italiani a misura di viaggio, metto i secondi al primo posto e i primi all’ultimo.
Non che come meraviglie di natura non meritino, semmai è il tipo di offerta ad accomunarle e - nella mia percezione - a lasciarsele alle spalle senza pentimento per l’atteggiamento, con i turisti da mungere o spennare, a seconda del caso.
Come sempre - sono fissato - considero il denaro dirimente, responsabile di prevalere su ciò che invece dovrebbe contare davvero: lo spirito di accoglienza, il senso di ospitalità, la bellezza e il buono dell’incontro, della conoscenza, dello scambio reciproco.
C’è una deriva, un’onda di corrente che tende verso lo sfruttamento intensivo di località prima incontaminate e ora prese d’assalto. Sono certo, essendoci stato, che trenta, venti, dieci anni fa il Salento non fosse così e, per sentito dire da testimoni credibili, neppure Lampedusa.
Confido che, essendo un processo, un divenire, possa prima o poi mutare, recuperando alcuni valori e arginando la sete di ricchezza, di accumulo.
Non ne ho prova, non mi vengono in mente esempi, anche perché viaggio poco, tuttavia “politicamente” mi piacerebbe fare un esperimento: individuare una località prima anonima, poi in auge, ora magari caduta nel dimenticatoio, provando a mettervi nuovo seme non puntando su nuove attrazioni o infrastrutture faraoniche, bensì sulla meraviglia e il bene della scoperta, dell’incontro, dello scambio.

P.S. Chiedo scusa se astraggo, se non accompagno il pensiero a situazioni concrete, che sarebbero utili per spiegarmi meglio. Ci provo qui, riducendo il termine di paragone alla cena. La differenza è tra chi importa prezzi e ricercatezza, ma pure calcolo puntiglioso del servizio da Milano (tranne che a Milano rapidità e qualità sono reali, davvero) e chi invece conserva quel "pressapoco", quel "dai, che ci veniamo incontro" tipico dei posti in cui l'economia è domestica, non orientata alla massimo profitto, e dove nessuno è un bancomat, bensì si apre la porta di casa a un amico.

sabato 1 ottobre 2022

Campata lunga (Il bello dell'impastare)

La campata è stata lunga, un mese e oltre senza traccia, qui, metà accidente e metà scelta, in settimane in cui non sono mancate giornate straordinariamente belle, così come alcune grame, senza però tragicità o colpi mortali al petto.
In generale, visto da qui, è anche questo un tempo sospeso, di poca lucidità mentale, in cui la quotidianità fa premio su una visione più ampia.
Archivio velocemente le premesse, nel giorno esatto del quindicesimo compleanno di questo blog, per venire al punto: la volontà di ripetere pure quest'anno lo sforzo degli anni scorsi, non lasciando alcun giorno del mese d'ottobre senza un piccolo scritto, una briciola di Pollicino. Facendo leva sul mestiere più che sull'urgenza di esprimere qualcosa, lo ammetto, convinto tuttora - come sempre - che nulla di nuovo scriviamo: semmai, possiamo essere bravi a impastare con mani diverse farina vecchia, concedendole utilità, oltre che gusto.

P.S. Ho scritto di momenti belli e altri meno. Tra i primi, senza dubbio i giorni a Lampedusa. Non tanto per la vita sull'isola, che mi ha un po' deluso per un eccesso di attenzione al turismo, che si traduce come uno spremere, tutto. Piuttosto per la meraviglia naturale di certi scorci, che restano incantevoli, nonostante lo stupro dell'essere umano.