
Premessa prima: lavoro nel campo dell'informazione. Prima facevo altro (mi occupavo di servizi sociali, o servizi alla persona, per chi ama la definizione più raffinata) ma da una decina d'anni il giornalismo è a tempo pieno il mio mestiere.
Essendo tale, è ovvio che quando si parla se esista o meno, in futuro, lo spazio per professionisti pagati per raccogliere notizie, la mia posizione è di parte. E' un po' come se duecento anni fa avessero chiesto a un dodo o all'emù cosa pensassero del rischio di estinzione che correvano. A prescindere dal fatto che uno sia sopravvissuto e l'altro no, entrambi se la facevano sotto ma in fondo in fondo speravano di scamparla e in nessun caso si potevano definire obiettivi.
Così stando le cose, e volendo campare ancora a lungo, ovvio che faccio il tifo perché la risposta sia: "Sì, esisteranno ancora per un pezzo professionisti pagati per trovare e rendere pubbliche le notizie".
Purtroppo, la volontà dell'ottimismo non sempre tiene a galla i naufraghi aggrappati ai marosi.
Premessa seconda. La pubblicità non può essere considerata l'unica fonte di entrata di un'impresa editoriale, neppure sul web. Però neppure è facile immaginare di farne completamente a meno.
Domanda da un milione di dollari (io però non li ho e chiedo una risposta gratis): che forma di pubblicità saremmo disposti non dico a gradire, ma almeno a tollerare?
Mi piacerebbe che questo quesito, anche a rischio di diventare fastidioso come una catena di Sant'Antonio, fosse fatto circolare sul web. Giuro di non essere al soldo di alcuna compagnia di pubbliche relazioni e dichiaro solennemente che lo scopo della curiosità è puramente accademico.
Risposta personale: quella che quando clicco su un sito di informazione compare su schermo (anche intero) per 2 secondi e poi scompare.
Spiegazione: quando il New York Times (sempre sia lodato) decise di mettere l'archivio on line consultabile gratis, ebbi quasi un moto di commozione misto a sincera gratitudine quando prima dell'articolo selezionato mi si aprì una pagina di pubblicità (Toyota, se non ricordo male) per scomparire un lampo dopo.
