Venti righe. Indro Montanelli sosteneva che in venti righe si può raccontare tutto. Bastano tre parole invece per spiegare le ragioni di questo blog: comunicare, in libertà. Per il resto, vale per me ciò che scrisse Jorge Luis Borges, "I miei limiti personali e la mia curiosità lasciano qui la loro testimonianza".
sabato 1 agosto 2026
Come foglie di primavera (Fortune e rischio)
sabato 20 dicembre 2025
Fiorire e far fiorire (Stare bene al lavoro)
sabato 21 settembre 2024
Aprirsi alla meraviglia (La vena creativa)
giovedì 1 agosto 2024
Si sta come pietre (In equilibrio)
Di contro, a specchio, per quanto riguarda la vita, proprio questo momento esente dal bisogno, senza preoccupazioni eccessive o dolori o spine nel fianco, crea un tempo propizio per le domande eterne che accompagnano l'essere umano. "Si sta come sugli alberi le foglie" ha scritto Giuseppe Ungaretti. Io mi sento più come quelle delle pietre messe in pila, una sopra l'altra, in equilibrio, stupende da vedersi eppure precarie, labili, che basta un nulla per spazzarle via, senza che lascino memoria del loro "esser state", un puntare verso l'alto ammirevole ma effimero. Pure io, come tutti - tutti coloro che hanno una certa sensibilità, almeno - non ho certezze, risposte di senso, ma fin che corro, come in bicicletta, resto in equilibrio, mentre appena mi fermo sperimento il vuoto, casco. Eppure nessuna caduta è continua. Per quanto possa far male, c'è sempre una fine, un fondo, la base per ripartire, ricominciare, rialzarsi di nuovo.
sabato 25 novembre 2023
Un fiume più in là (Liscio come l'Oglio)
martedì 3 ottobre 2023
Dubbio magistrale (Ciò che conta davvero)
sabato 22 ottobre 2022
Tu lo chiami (Invece io)
mercoledì 19 ottobre 2022
Bandiera rossa (Il mondo capovolto)
venerdì 14 ottobre 2022
Fra' Martina (Quanta lieta giovinezza)
C’è un dono, grande, che ha portato in dote il mio lavoro e che mi ha cambiato radicalmente, nel profondo, regalandomi uno sguardo nuovo, diverso.
mercoledì 12 ottobre 2022
Il lavoro che verrà (Oltre il mercato)
giovedì 6 ottobre 2022
Sette e quindici (Più uno)
martedì 23 agosto 2022
Al riparo del vento (L'ansia contro)
sabato 22 gennaio 2022
Il dono (Per un mondo differente)
sabato 30 ottobre 2021
Non ci credo (Ma accadono)
giovedì 14 ottobre 2021
Chi l'ha dura (Perseverare)
- chiarezza di visione, per capire cosa voglio, qual è l'obiettivo, la meta
- perseveranza, quell'ostinata volontà di continuare, di non arrendersi, di avanzare a dispetto delle difficoltà, delle delusioni, degli ostacoli incontrati lungo il cammino.
sabato 31 luglio 2021
Il cielo d'Irlanda 2 (Il trapezista ostinato)
Venirti a trovare non è stata una mia idea, pigro come sono e riottoso a mettermi in moto, preferendo viaggiare con la mente, come spesso mi capita, tuttora, nonostante gli anni.
A insistere è stata piuttosto tua madre, con l'ostinazione e la tenacia che la distingue, premiata da quell'abbraccio nel ritrovarti che mi ha fatto sentire grande e al tempo stesso piccolo, rispetto al bene che lei ti vuole (e qui ci sarebbe da aprire una parentesi, che infatti apro, sul nodo che lega due creature che hanno condiviso uno stesso grembo, un sentimento che in natura, per intensità e frequenza di vibrazioni, non ha pari, schianta qualsiasi paragone con il resto).
Ho archiviato tutto ciò nel seminterrato dei ricordi, assaporandolo di tanto in tanto, consapevole che ogni giorno qualcosa si perde, ma alla fine, per decantazione, resterà il meglio, il nocciolo delle emozioni, cioè il piacere di averle provate.
Se ne scrivo qui è proprio per lasciare un segnaposto, un pro memoria per i giorni a venire, abbinato all'orgoglio di aver visto lì una parte dell'Italia migliore, i tuoi amici di Caserta e di Salerno e di Bari, che in quel paese dove per gran parte dei giorni piove e tira vento si guadagnano un poco più del pane e lo fanno senza fanfare né medaglie, impegnandosi, in silenzio.
P.S. Mi hanno insegnato che "chi si loda si imbroda" e che "ogni scarrafone è bell' 'a mamma soja", perciò non mi sfiora neppure il pensiero di caricarti sulle spalle elogi fuori luogo.
A differenza di chi parte per necessità tu lo hai fatto per scelta, con la rete del trapezista ben spiegata sotto. Non è un dettaglio trascurabile, accessorio.
Però misurare la distanza che ogni mattina alle sei e mezza fai in bicicletta per recarti al lavoro; immaginare il maltempo che quasi sempre c'è lì e quanto arrivi zuppo, prima ancora di cominciare il turno; notare i calli, le fiacche, le cicatrici sul palmo e sul dorso delle mani, mi hanno fatto sentire fiero di te, degno erede - più di me - di chi ti ha preceduto.













