Visualizzazione post con etichetta Damiano Rinaldi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Damiano Rinaldi. Mostra tutti i post

lunedì 7 dicembre 2015

Regaliamo leggerezza (anche a noi stessi)

Foto by Leonora
Regalate leggerezza. A Natale e anche prima, in questi giorni che rischiamo di vivere in apnea, correndo appresso a rituali e incombenze. Regaliamo leggerezza per primi a noi stessi, mettendo in cima al podio i sentimenti, le relazioni, i biglietti piuttosto che i regali, la convivialità dello stare attorno a un tavolo invece dell'abbondanza e della varietà del menù.
Stefania mi ha ricordato oggi una frase di Calvino: "Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall'alto". Vero. Sempre di Calvino rammento un dettaglio delle sue Lezioni americane, in cui scrive della lievità, dello sforzo di togliere piuttosto che aggiungere, nella narrativa come nella vita.
S'è presentato "leggero" il bambino che ricordiamo il 25 di questo mese: niente case, palazzi, servi al seguito, neppure il riscaldamento. Un bue, un asinello, una mangiatoia, poco altro. Ce ne andiamo leggeri tutti noi, un giorno, lasciando su questa terra soldi, risparmi, beni materiali, persino il corpo. E' partito leggero Damiano, con uno zaino sulle spalle e la voglia di scoprire insieme al mondo pure uno spicchio di se stesso. Vado io leggero quando corro, senza altra attrezzatura di un paio di scarpe adatte e calzoncini e magliette scartate dai miei figli. Leggeri sono questi pensieri, che non hanno altro scopo che essere condivisi con le persone che considero amiche, creando un legame più forte, più intenso.

mercoledì 14 ottobre 2015

Che Dio ti protegga (Il mondo è loro)

Foto by Leonora
Nulla è più grande dell'amore di un genitore che lascia partire il figlio, superando l'egoismo di tenerlo tutto per sé, sapendo che la strada migliore è quella che ciascuno trova da solo.
In fila all'aeroporto, zaino sulle spalle e carta d'imbarco in mano, lui che guarda avanti e non indietro. Damiano è partito ieri e i suoi vent'anni li compirà a Betlemme, il 9 febbraio dell'anno venturo. Una scelta di vita, dopo il diploma al liceo: passerà alcuni mesi in un orfanotrofio in Palestina, lontano con il corpo dalla famiglia e dagli amici, vicino nello spirito.
Neanche a farlo apposta, proprio in coincidenza con il suo viaggio, in quella terra dove l'incontro tra umano e divino è carne e sangue fin dal principio, sono ripresi gli scontri, la violenza, gli attentati. Un bollettino di guerra che favorisce l'apprensione e fa trattenere il fiato, ogni volta che se ne parla, ogni volta che viene in mente che è là, ogni volta che vacillano le rassicurazioni che ci diamo ("Dopotutto se fosse stato davvero pericoloso non lo avrebbero fatto partire"... "Non è là da turista, ma in un posto con gente esperta, che non rischia nulla più di quanto potremmo fare noi, quando attraversiamo la strada o ci immettiamo in un incrocio"...).
La sera prima che partisse ho notato la tristezza profonda di Giacomo, che ne sentirà la mancanza, proprio come io sentivo quella degli amici che partivano, quando era obbligatorio passare lontano da casa un anno da soldato. Raffaele, il papà di Damiano, era uno di loro, scelse di andare a militare e si ritrovò a Fano. Lo raggiungemmo il giorno del giuramento e non scorderò mai la malinconia greve di quel pomeriggio senza sorrisi, il vento freddo, la desolazione del mare d'inverno.
Anche per questo guardando l'immagine di suo figlio Damiano
Damiano
non ho pensieri negativi: in quelle due partenze simili e diversissime insieme vedo la conferma che non era meglio quando si stava peggio e che il mondo va avanti e non indietro.
Buon viaggio allora Damiano. Altre parole non servono, rischierebbero soltanto di inquinare la purezza del tuo gesto. Aggiungo soltanto la frase che ha detto tuo padre, mentre ti osservava superare i controlli di sicurezza e dirigerti all'aereo: "Che Dio ti protegga".
Già. Che Dio protegga te e anche noi, che restiamo.
P.S. Ieri l'altro sono nate Aurora e Matilde, figlie gemelle di Claudia e Mauro. Inutile scrivere che sono bellissime, perché si dice così di tutti i neonati, non fosse altro che per cortesia, ma in questo caso bellissime lo sono davvero, come certi bimbi ritratti nelle foto di Anne Hegges. "Che Dio protegga" anche loro.
Aurora e Matilde