sabato 11 luglio 2026

Il cruccio (Tu ci sarai)


Una settimana esatta. È quella che manca al matrimonio di tua figlia, un giorno in cui saresti stato elegante e radioso, di quel sorriso ampio che accende i volti di chi solitamente ha sguardo serio e l’espressione dei duri com’erano duri una volta.
So che dovrei essere soltanto contento, so che Silvia una contentezza piena se la merita, so anche che l’avrà, perch’è da quand’è nata che semina dolcezza e a quel giorno con Matteo s’è preparata in piena regola, con quel puntiglio che ha e che ti somiglia. So anche che Roberta e Alberto e tutti noi e gli amici riempiranno ogni spicchio di giornata, lasciando punto spazio per altri pensieri che non siano di festa. E so infine che il cruccio che diventa stretto quanto un groppo, ora, quel giorno si dissolverà, trasformando il tuo bene in presenza, non volendo noi darti un dispiacere così grande da rovinare anche soltanto di striscio la giornata più attesa dalle persone che amavi di più e che ami tuttora. Oggi però lasciati abbracciare stretto, come quando segnava la Juventus all’ultimo minuto e vincevamo la partita, e permetti che la fitta al cuore che sento mi attraversi da parte a parte e mi si chiuda in un singhiozzo la gola, mentre tengo chiusi gli occhi per non far scendere lacrima e ti vedo, ti sento, senza bisogno che tu dica una parola.
Tutto passa, è vero, e anche il dolore si trasforma, non il ricordo di te, che non conosce morte, ch’è soltanto cosa viva.

P.S. Mi hanno chiesto di scrivere qualcosa per ricordarti, tra una settimana. Ma io non so, Loris, se posso farcela. In ogni caso, manca qualche giorno e il tempo per convincermi o per dissuadermi definitamente ce l’hai. Io prometto che nonostante il turbinio del lavoro e degli impegni presterò attenzione e mi metterò in ascolto, certo che - come sempre - mi consiglierai la strada giusta.

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