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lunedì 24 dicembre 2012

Ho voluto la bicicletta

Foto by Leonora
Saluto Marco e Sonia, Simona e Francesco, che mi hanno regalato un antivigilia degna del miglior capodanno. In più sono riuscito a parlare via Skype con Mauro, che da un mese ha fatto un balzo di mezzo mondo e viaggia dieci ore avanti, di nome e di fatto. Finora il Natale non ha deluso, anche grazie alle tante persone che si sono fatte sentire, alle amicizie storiche e a quelle appena sbocciate, che mi portano in dote doni preziosi: calore e sorriso. O forse a non aver tradito questo Natale sono io, zuccone per troppo tempo, convinto com'ero di bastare a me stesso, mentre non c'è gioia senza condivisione, senza un mettersi in moto e andare incontro. Non che adesso avverta meno il desiderio di starmene per conto mio, di ritagliarmi spazi e minuti senza nessuno attorno, però do meno sponde alla pigrizia e cerco più un equilibrio. Nello scorrere dei giorni fatico a trovare un bandolo ma ho una stella polare, una linea d'orizzonte che inseguo. E' questa: aprire porte invece di chiuderle, lasciare la comodità del certo per avventurarsi un metro più in là, dove tutto è ignoto tranne la speranza del meglio. La staticità infatti logora persino il regno più solido e guai a crogiolarsi nella grandezza o nella pienezza del tempo. Una lezione che ho imparato da Tolkien e che condivido, utilizzando la metafora della bicicletta: per stare in piedi è necessario pedalare, prendere velocità, non fermarsi, altrimenti il destino è cadere e, bene che vada, sbucciarsi un ginocchio.

domenica 18 dicembre 2011

Una domenica allo Juventus Stadium

Sono grato a Simona Migliavada perché ha regalato una bella domenica a me e una giornata indimenticabile a Giacomo e Giovanni. Grazie a lei infatti siano andati allo Juventus Stadium di Torino, per vedere la partita contro il Novara. Avevamo posti a sette metri dal campo, roba che neanche alle partite dell'oratorio San Luigi sono così vicino.
La struttura è un gioiello di ingegneria e l'accoglienza curatissima, a prescindere dal settore di cui si ha il biglietto.
Non scorderò mai gli occhi di Giacomo e Giovanni appena entrati, di fronte alle muraglie di seggiolini ancora in gran parte vuoti (siamo arrivati un'ora e mezza prima) e a quel fazzoletto di terra color smeraldo.
Erano stupiti, meravigliati e io con loro, perché ricordavo la prima volta che mio padre mi aveva portato allo stadio, al Sinigaglia di Como, per un Como - Juventus deciso da una punizione di Cuccureddu. Era il 1973 o il 1974 credo e il gol fu assai contestato, a dimostrazione che le polemiche su arbitri ed affini sono vecchie quanto il mondo. Ricordo che i palloni erano immacolati e ne rimasi sorpreso e affascinato, in quanto all'oratorio giocavamo con vecchie sfere di cuoio consunto e ingrigito. Oggi i palloni sono d'un giallo acceso, mentre le maglie della Juve d'un rosa barocco, Balocco anzi, ma l'emozione è la stessa. Unica pecca, che non abbia segnato Del Piero. Sarebbe stato il massimo.
Oltre a ringraziare Simona, volevo fare i complimenti alla società di calcio, perché ha realizzato una struttura a cui si accede facilmente e che è curata in ogni singolo dettaglio. Fa venir voglia di passarci del tempo, di tornarci, insomma. Con Mauro, il fratello di Simona, che oggi ci ha accompagnato, lo abbiamo già deciso: in primavera torneremo, a Simona piacendo.

Foto by Leonora