Ci sono persone che ghermiscono senza muovere un dito, limitandosi alla limpidezza di sguardo accompagnata da un sorriso.
Credo molto nel destino, agli uomini e alle donne che incontriamo con uno scopo, per un motivo, tuttavia ho imparato che esiste “un resto”, una cifra d’umanità che entra ed esce di scena senza colpo ferire, come certe carte da parati che nemmeno si notano.
Stabilire la categoria alla quale appartengono, se fili destinati ad annodarsi o impronte sulla sabbia che alla prima onda svaniscono, è impossibile in anticipo. È come per le briciole lasciate nel bosco da Pollicino: soltanto percorrendole a ritroso se ne comprende il tragitto. Ed è per questo che, ogni volta incontro qualcuno, ne incrocio gli occhi curioso, conscio della possibilità che quel momento da nulla sia in realtà un principio memorabile, la meraviglia di un atto in divenire, l’insospettabile scintilla di un contatto cosmico.
P.S. In montagna o lungo strade poco affollate, mentre cammino o corro, a volte semplicemente passeggiando, saluto sempre le persone che incrocio. E sorrido. Per primo. Un gesto di cortesia che mi viene istintivo e per il quale i miei figli mi somigliano, tutti. Forse il dettaglio che sono più orgoglioso di avergli trasmesso.

Nessun commento:
Posta un commento