sabato 30 maggio 2026

Tre benedizioni (E una qualità)

Ho salito, senza quasi accorgermene, un milione di scale. E mi ritrovo tuttora, ad ogni pianerottolo, sospeso tra il desiderio di sostare e la trepidazione di ripartire, tra lo stupore per quanto percorso e il timore di ritrovarmi in bilico, a sbalzo, senza certezze.
Mi rincuora un dettaglio, un atteggiamento che potrei definire ciò che mi fa sentire saldo e mi distingue ai miei stessi occhi: la consapevolezza che ogni scoglio può fare da trampolino, che ogni limite porta con sé un'opportunità.
Una questione innanzi tutto di prospettiva: persino l'evento più negativo, a saperlo osservare attentamente, a costo di ruotarlo sopra e sotto, di fianco e da parte, presenta una lama di luce, esattamente come i brillanti al chiarore delle lampade.
Non è teoria, bensì prassi. Il buono dell'uomo che sono lo debbo alle mancanze che ho saputo colmare, alle debolezze con cui ho dovuto fare i conti, ai fallimenti diventati occasioni. Una ragione sufficiente per non farsi eccessivo cruccio quando qualcosa va male ("Che sarà mai" sentenzierebbe la protagonista femminile del libro di Francesco Piccolo, "Il desiderio di essere come tutti"). Anzi, è proprio quella pietra scartata dai costruttori a fare da base per altezze ritenute altrimenti inimmaginabili.

P.S. Un'altra buona pratica che tento sempre di applicare è la legge del tre, un esercizio di psicologia (noto come "The Three Blessings", "Le tre benedizioni") che consiste, al verificarsi di un evento negativo, nel pensare almeno tre aspetti positivi. Ad esempio, ieri dovevo andare in vacanza e ho scoperto di aver sbagliato a prenotare il volo di destinazione? Pazienza. Intanto è stata una fortuna averlo scoperto la sera prima e non direttamente in aeroporto; poi, esiste la possibilità di cambiare il volo, con una cifra non indifferente, ma comunque accettabile; infine, sì, costa di più, ma il denaro dopo tutto serve a questo, a risolvere problemi. 

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